22.5.12

UN ALTRO TASSELLO BENE INSERITO

Voglia di progettare e creare rete culturale dal basso, con realtà italiane ed europee, all'insegna della storia e della condivisione del patrimonio culturale: questi gli obiettivi della manifestazione organizzata venerdi' 18 e sabato 19 maggio, con la collaborazione della Fondazione Federico II di Jesi. 
La prima grande soddisfazione, come cittadini e operatori volontari nella diffusione della cultura, è stata quella di ospitare i membri della Fondazione di Jesi, realtà culturale da circa 30 anni impegnata con grande sapienza e competenza.                 
Con la partecipazione di altre associazioni locali, abbiamo dunque promosso due momenti di approfondimento sulla figura e le vicende legate a Enrico VII di Hoenstaufen, il ribelle figlio dell'Imperatore Federico II, che trovo' sepoltura il 1242, per volere del padre, nella Cattedrale di Cosenza. Un rapporto difficile, tra un padre sovrano assoluto e un figlio spesso lontano dagli affetti, circondato da consiglieri infedeli e condannato a vagare per le fortezze del Sud da traditore prigioniero. 
Su questo tema, si svolgerà una iniziativa similare nella stessa Jesi, il prossimo mese di settembre.
Gli incontri,  tenutisi alla Casa delle culture e poi al Duomo, si sono aperti con i saluti dell'On. Gianpaolo Chiappetta in rappresentanza del Consiglio regionale della Calabria; sono seguiti i saluti del dott. Fabio Costantini, ex prefetto e oggi presidente della Fondazione di Jesi.
Hanno alimentato il ricco dibattito - moderato da Michele Arnoni -  Franca Tacconi, direttrice del centro studi della stessa Fondazione, il Capitano Raffaele Giovinazzo, Comandante del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, la dottoressa Francesca Cannataro, giornalista ed esperta di storia e patrimonio culturale del capoluogo bruzio.
Le conclusioni, stimolate da alcune questioni ancora insolute dagli storici (sulla ribellione al padre e sulla morte di Enrico, nonchè sul perchè della sepoltura a Cosenza) sono state affidate al professor Pietro De Leo,studioso e professore di storia medioevale Unical, oggi presidente dell'Istituto internazionale di epistemologia "La Magna Grecia.
Una partecipazione qualificata e un pubblico coinvolto, con la presenza dei Colonnelli Marcello Tudda e Antonio Quintieri, rispettivamente comandante del Distaccamento dell'Aeronautica di Montescuro e Comandante della Base Logistica dell'Esercito a Camigliatello Silano.
 La visita all'interno del Duomo, svoltasi il sabato mattina, è stata incentrata su una conversazione con Gianfranco Labrosciano, critico d'arte, con gli storici Vincenzo Napolillo e Alessandra Primicerio, con il professore Leopoldo Conforti e con il direttore del centro studi Convivio Alessandro Guarascio. L'evento, alla cui realizzazione e promozione ha partecipato la Credendo Vides International di Atanasio Bisignano editore, è riuscito nell'intento di ricreare interesse e curiosità su un pezzo di storia che coinvolge intensamente la città dei Bruzi e la lega ai percorsi fredericiani. Non da ultima, la necessità di rendere a questo sfortunato re tedesco una degna sepoltura, che ancora, dopo molti anni, non ha avuto luogo. Se il nostro Duomo da poco ha ottenuto un riconoscimento  quale simbolo di cultura e di pace, non sarà difficile, per le amministrazioni interessate, ricollocare degnamente i resti del povero Enrico, magari aggiungendo una piccola targa esplicativa ad uso dei turisti e delle future generazioni. 
"Nelle intenzioni del nostro circolo, fatto di volontari amanti della città - dice Michele Arnoni - c'è la voglia di alimentare curiosità e interesse dentro e fuori Cosenza, per il nostro patrimonio storico-artistico. C'è voglia di cultura, in modo libero, consapevole e scevro da interessi poco edificanti. Al di fuori dei simbolismi e delle idolatrie spesso ricorrenti, i nomi e le vicende del passato contano certo per quello che hanno rappresentato nella storia umana, ma soprattutto per la possibilità, concreta e attuale, di alimentare turismo, sviluppo, economia all'insegna dei valori sani del territorio. Tornando a Enrico VII, da cattolico, ritengo sia anche utile anche ricondurre la sua storia alla pietà e alla misericordia divina. Sono peraltro onorato che dagli amici della Fondazione di Jesi mi è stato chiesto di proseguire con entusiasmo e determinazione per stimolare tutti gli appassionati a rendere ancora piu' viva la presenza di Cosenza e la Calabria nei percorsi culturali di respiro europeo. Aggiungo che lo stesso nome dato 4 anni orsono al circolo (Re Alarico), conta per quello che il re dei Goti ha rappresentato nel corso di un'epoca di sconvolgimenti e incontri di diverse etnìe e culture. Dobbiamo lavorare anche sulle leggende che gravitano nelle maglie della storia locale, infatti siamo stati noi a rilanciare l'interesse su Alarico e gli intrecci europei della sua misteriosa sepoltura intorno la citta di Cosenza. Tutti gli accadimenti storici possono avere letture e significati particolari: basti pensare che Sant'Agostino, nel suo magnifico "De Civitate Dei", parla del Sacco di Roma ad opera del re goto come segno della punizione che Dio infliggeva alla capitale del paganesimo...".
A breve provvederemo a pubblicare alcune delle relazioni del convegno.


9.5.12

Enrico VII: il primogenito di Federico che ci lega ancora all'Europa


Venerdi' 18 e sabato 19 maggio, con la prestigiosa collaborazione della Fondazione Federico II di Jesi, promuoveremo due momenti di approfondimento sulla figura e le vicende legate a Enrico VII di Hoenstaufen, figlio dell'Imperatore Federico II.
 Il re di Germania, che trovo' sepoltura per volere del padre nel Duomo di Cosenza, visse all'ombra di un momento delicatissimo per la storia europea, tra conflitti politici e familiari con lo stesso Federico. In occasione della Festa dell'Europa del 9 maggio, rafforziamo l'adesione culturale e morale al progetto già pensato e voluto molti secoli addietro. 
 Gli incontri, a partire dalle ore 17 del venerdi' presso la sala Gullo della Casa delle Culture di Cosenza, proseguono il percorso intrapreso con la manifestazione su Federico II del 30 settembre scorso, con la finalità di vivacizzare il dibattito storico-culturale in città su un periodo importante per la storia europea, caratterizzato da forti legami tra Cosenza e altre realtà territoriali. 
 Sono previsti i saluti dell'On. Gianpaolo Chiappetta, in rappresentanza del Consiglio regionale della Calabria e del dott. Fabio Costantini, presidente della Fondazione di Jesi, da molti anni impegnata come laboratorio di ricerca storica e promotrice di eventi, pubblicazioni e attività culturali in Italia e in Europa. Come ospiti relatori saranno presenti, il pomeriggio del venerdi' 18, Franca Tacconi, direttrice del centro studi della Fondazione di Jesi,il Capitano Raffaele Giovinazzo, comandante del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, l'architetto e docente Unical Fulvio Terzi e la dottoressa Francesca Cannataro, giornalista ed esperta di storia e patrimonio culturale del capoluogo bruzio. Le conclusioni del primo incontro saranno affidate al professor Pietro De Leo, presidente dell'istituto internazionale di epistemologia "La Magna Grecia, che nel 1998 ha affiancato l'èquipe di paleopatologi dell’Università di Pisa, guidata dal Prof. Gino Fornaciari, nell'esplorazione della tomba di Enrico VII. Il sabato 19, dalle ore 10, si terrà una conversazione con Gianfranco Labrosciano, critico d'arte, e con lo scrittore e storico Coriolano Martirano, autore del libro "lo sciancato", proprio dedicato alla figura di Enrico VII. Saranno presenti le docenti Donatella Bisignano e Mariarosaria Salerno membri della neonata associazione culturale che ha collaborato alla realizzazione e promozione dell'incontro - la Credendo Vides International.
 Interverrano inoltre la storica dell'arte Alessandra Primicerio , il professor Vincenzo Napolillo, autore di ricerche e di volumi storici sulla città di Cosenza e il professor Alessandro Guarascio, direttore del centro studi Convivio di Cosenza. L'evento è frutto del volontariato dei soci del circolo re Alarico, costituito nel 2008 per la promozione della storia locale e del territorio, la cui attività, all'insegna della libera collaborazione con studiosi, enti morali e istituzioni, è mirata, tra l'altro, alla creazione di legami culturali con altre realtà, italiane e straniere.
SI RINGRAZIANO IL PARROCO DEL DUOMO E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI COSENZA PER LA CONCESSIONE DELLE SALE CHE OSPITERANNO IL CONVEGNO

19.9.11

Federico II ritorna a Cosenza


Il 30 settembre prossimo, alle 16, si terrà, presso la sala Giacomantonio della Biblioteca Nazionale, l'incontro organizzato dal nostro circolo,incentrato sulla figura di Federico II.
In particolare, l'evento si propone di avviare un percorso che, nel nome dello Stupor Mundi, possa favorire l'intensificazione delle relazioni culturali della città di Cosenza con altre realtà.
La manifestazione vedrà la partecipazione di Pietro Dalena, professore ordinario di Storia Medievale presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Unical, di Coriolano Martirano, storico scrittore e intellettuale cosentino, Fulvio Terzi, architetto, progettista e studioso.
Inoltre ha aderito l'associazione Sifeum di Castrovillari, nella persona della socia fondatrice Ines Ferrante, archeologa, studiosa e storica del territorio. E' previsto, infine, un saluto del sindaco di Cosenza.
Abbiamo già in programma diversi incontri con ospiti di altre città e associazioni italiane, mentre con l'iniziativa di apertura intendiamo rimarcare la valenza del personaggio e proporre alla città una maggiore attenzione verso la sua storia.
Insieme agli approfondimenti offertici dagli studiosi, siamo sicuri che con piccoli accorgimenti - ad esempio un monumento dedicati all'imperatore svevo - possiamo anche rendere queste storie fatte di grandezza, magnificenza e misteri più attrattive in ambito turistico, ma anche educativo per i giovanissimi.
Non escluderei, ad esempio, che il percorso del MAB, possa poi concludersi, procedendo a ritroso nel tempo, ricordando con due monumenti Alarico presso la confluenza dei due fiumi e Federico nei pressi del Castello Svevo.
Il patrocinio del Comune di Cosenza e la collaborazione della Biblioteca Nazionale ci onorano e ci consentono di proseguire con orgoglio in queste iniziative fatte di amore verso Cosenza e la sua storia. La valenza internazionale della figura di Federico, antesignano in molti campi, ma soprattutto in quello della cultura e della ricerca scientifica, la sua capacità di intessere relazioni con altre culture, possono peraltro farci riflettere sul nuovo ruolo che il Sud dell'Europa deve assumere nell'ambito delle politiche per il Mediterraneo.

Michele Arnoni

25.8.11

Avviato il "CANTIERE FEDERICIANO" . Primo incontro 30 settembre

Abbiamo lanciato sui quotidiani e sul blog "l'Atene della Calabria", l'idea di recuperare e riscoprire la figura di Federico II, i suoi contributi all'innovazione urbanistica, scientifica e artistica, i suoi lasciti e le sue tracce nella città.
L'imperatore di Svevia, "Stupor mundi", ebbe un rapporto particolare e privilegiato con il capoluogo bruzio, per motivi che vogliamo rivalutare e riportare a conoscenza dei cittadini.
Nel nostro prossimo incontro, previsto a fine settembre, discuteremo degli obiettivi da perseguire in tal senso e, per cominciare, chiederemo all'amministrazione comunale di dedicare una piazza e un monumento a Federico.
Percorsi culturali, tracce di storia internazionale che legano Cosenza all'Europa: patrimonio da recuperare e offrire ad un pubblico piu' vasto.
Buon lavoro a tutti coloro che con noi vorranno partecipare al CANTIERE FEDERICIANO.

24.5.11

Presentazione del libro "La Primavera rivelata" di M.R. Salerno

Comunicato Stampa

Presentazione Editoriale Multimediale del Nuovo Saggio edito dalla C.sa Editrice Cliodea dal Titolo “La Primavera Rivelata” Chiave di Lettura alla decodificazione dei Messaggi Ermetici e del Simbolismo Esoterico della Rinascenza, di Mariarosaria Salerno, in data 28/05/2011 alle H. 16.30pm presso la Sala Convegni Tokyo del Polo Museale del “Museo del Presente”, p.zza Kennedy di Roges di Rende (CS), Italy.

La Casa Editrice Cliodea, in collaborazione con la ClioArt Visual Production by Digital Artist Gabriel Gionel, con i patrocini della Provincia di Cosenza e dell'Amministrazione Comunale di Rende, presenta la Kermesse Culturale sulla Presentazione Editoriale del Libro “La Primavera Rivelata” di Mariarosaria Salerno, edito nella Collana di Storia dell'Arte e Architettura.

Indagine Filologica, Artistica e Filosofica sulla celeberrima Opera pittorica della Primavera del grande Maestro rinascimentale Sandro Botticelli, e sulla Storia dell'Estetica a partire dal Rinascimento italiano/europeo sino a giungere all'epoca contemporanea, con riferimenti tematici al pensiero filosofico antico, medioevale e moderno.

Il tema centrale del Saggio è la lettura approfondita e l'analisi figurale dei personaggi rappresentati, nella costruzione mitico-storica e allegorica formale del celebre dipinto botticelliano; quindi il simbolismo ermetico, le personificazioni, le metafore e i caratteri distintivi e semiologici utilizzati, propriamente dalla cultura esoterico-soteriologica della “Rinascenza”. Le interpretazioni più accreditate e le nuove ipotesi di studio innovative e multidisciplinari di valutazione, alla luce degli ultimi indizi della ricerca accademica più rigorosa.

Il codice “Primavera”, viene decodificato e tradotto nel linguaggio artistico e filologico, attraverso lo studio puntuale e scientifico, con l'apporto dei testi classici, storici e filosofici dei massimi esponenti del Pensiero speculativo antico e moderno; il tutto rielaborato, saggiamente, in chiave personale dall'Autrice.

Pertanto, il libro di Mariarosaria Salerno è un funzionale ed agile Manuale di Storia dell'Arte; e insieme anche un Saggio innovativo sull'Estetica, di alto valore divulgativo, per le implicazioni a contenuto didattico e quindi scolastico.
Inoltre, il Testo appare didascalico, per le efficaci e dotte speculazioni filosofiche dell'Autrice, che diventano a pieno titolo elemento prezioso di sintesi e di “conoscenza svelata” del paradigma artistico-letterario, nella vasta e poliedrica “Cultura Accademica Rinascimentale Italiana”.

Un'Opera, dunque, questa, che è un'Alchimia, sapiente e misurata di nozioni, note critiche, illustrazioni e tavole a colori, utile a tutti i fruitori dell'Arte rinascimentale, agli allievi degli Istituti secondari d'ogni ordine e grado, agli studiosi delle Università in Italia e all'Estero, alle Accademie e ai Musei; e a tutti quei lettori curiosi, che per la prima volta si avvicinano allo studio e alla riscoperta del mondo meraviglioso, lirico e metafisico che rappresentò l' Arte italiana dei “Maestri” rinascimentali.

Relatori

prof. Fulvio Terzi - Architetto e Docente UNICAL

prof. Pasquale Nicoletti - Docente Materie Letterarie, Storiche e Filosofiche

Interventi

avv. Michele Arnoni - Avvocato, Presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza, Fondatore del Movimento civico-politico l'Atene della Calabria

prof. Gennaro Nicoletti - Assessore alla Cultura del Comune di Santa Sofia d'Epiro

Modera

prof.ssa Donatella Bisignano - Docente e Resp. dell'Ufficio Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

Saranno presenti l'Editore e l'Autrice

Intermezzo Artistico-Musicale
a cura della Scuola Superiore di Musica "F. Cilea"
(Cosenza, via Roma, 80/C)
Performance di:
Francesca Rao - Soprano
Miriam Marano - Pianoforte


All'interno della Manifestazione Culturale, verranno declamate alcune Liriche, dedicate al "Mito della Primavera" del poeta, scrittore e filosofo prof. Ottavio A. Bisignano, tratte dalla Silloge poetica "Se Tace la Musa svanisce l'Incanto" edita dalla Casa Editrice Cliodea.

Seguirà per tutti gli Invitati un breve Happy Hour


Caratteristiche del Libro

- Formato 15x21, brossura, pag. 360 colore avorio, completamente illustrato con foto B/N e Tavole a colori. Copertina plastificata lucida a colori, con alette.

- Studio Critico Introduttivo a cura della prof.ssa Donatella Bisignano, filosofa e docente nei Licei, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

- Note Esplicative, Bibliografia Essenziale, Indice delle Figure.

Il Libro sarà disponibile per la vendita a partire dalla fine del mese di Maggio 2011, al prezzo di copertina di 24,00 Euro.

- Il Libro sarà fruibile, anche in formato digitale e-book, su file Pdf. eseguibile, al costo promozionale di 12,00 Euro a copia.

Per info e prenotazioni editoriali:. www.editricecliodea.com su Contatti!
Per ordini on line:. atanasiobisignano@yahoo.it
Per ordini telefonici e fax:. +39 0984 482565 con segr. Telefonica.

Uff. Stampa e Comunicazione - prof.ssa Donatella Bisignano

28.11.10

Mercoledi' 1 dicembre 2010: "Prospettive di tutela e valorizzazione del Centro storico di Cosenza"

Mercoledi' 1 dicembre, presso la Sala Gullo della Casa delle culture, a partire dalle 17.30 si terrà il secondo incontro organizzato dal nostro Circolo, con la collaborazione del laboratorio culturale "Cosenza che vive", dedicato al Centro storico di Cosenza.
Dopo il partecipato dibattito del 19 novembre scorso, le due associazioni hanno coinvolto il dottor Fabio De Chirico, soprintendente BSAE della Calabria, l'architetto e presidente della Prima circoscrizione Giovanna Tartoni, l'architetto e docente Unical Fulvio Terzi. I tre relatori, seguendo il tema dato all'incontro "Prospettive di tutela e valorizzazione", negli intenti degli organizzatori offrirano spunti operativi ed una analisi a 360° sulle concrete possibilità di recupero e rilancio della parte antica di Cosenza, cosi' proseguendo il percorso di sensibilizzazione e stimolo per una sempre piu' attenta partecipazione dei cittadini alle politiche culturali, sociali ed urbanistiche. Modererà il dibattito, che sarà aperto agli interventi del pubblico, il presidente del circolo, Michele Arnoni.

21.11.10

"E voi che Centro storico volete?" Dal nostro incontro del 19 Novembre

Venerdi' 19 novembre si è parlato di Centro storico di Cosenza, in un incontro aperto, promosso dal nostro circolo e dal laboratorio culturale "Cosenza che vive", presso la Casa delle culture di Corso Telesio.
Dopo l'introduzione dei due organizzatori, Gabriella de Falco, da anni impegnata con eventi e manifestazioni sulla storia e sui percorsi culturali di Cosenza, e Michele Arnoni, fondatore del circolo, si sono succeduti interventi che hanno approfondito e fatto luce su aspetti tecnici, di vivibilità e di coscienza civica attinenti la parte antica della città bruzia.
All'incontro non a caso è stato dato il titolo "Il Centro storico di Cosenza, come lo vediamo, come lo vorremmo".
Nella difficoltà oggettiva di avviare un concreto ed ampio risanamento, ha sostenuto Arnoni, possiamo comunque dire che il nostro centro storico conserva le caratteristiche originarie senza abusi, cementificazione ed interventi troppo invasivi.
Ridare dignità ai residenti ed a tutti coloro che operano in un contesto abbandonato, pero', significa prendere coscienza che valorizzazione e riqualificazione significa turismo di qualità, lavoro e quindi coesione sociale. Per questo, acquisire una diffusa consapevolezza delle proprie potenzialità, richiede rigore, competenza e condivisione che facciano breccia nelle contrapposizioni opportunistiche della politica cosentina.
Dopo le precisazioni di Gabriella de Falco, che ha sottolineato la carenza di servizi primari, quali fognature, illuminazione e disfacimento di mura ed edifici per l'umidità, e che ha ribadito l'importanza di costruire una fruibilità comune al di là dell'attrattiva superficiale delle masse, si sono succeduti gli interventi degli ospiti nel pubblico, tra cui il Capitano Raffaele Giovinazzo, Comandante del Nucleo di Tutela del patrimonio culturale della Calabria, del presidente della Prima Circoscrizione, architetto Giovanna Tartoni, dell'architetto Daniela Francini, del professore Unical John Trumper, dell'architetto Carlo De Giacomo di Italia Nostra, della dottoressa Emma Staine del circolo re alarico e dell'editore Atanasio Bisignano.
Tutti concordi nel ritenere che l'attenzione comune, dei cittadini e degli operatori culturali, deve guardare a 360 gradi, sugli interventi strutturali, sulle omissioni e sulla pericolosità di iniziative invasive, ma anche su aspetti come quello della sicurezza, del controllo di alcune zone franche, della promozione di una integrazione degli immigrati che non volga allo sfruttamento, agli abusi della delinquenza locale.
Preziose le segnalazioni dei cittadini intervenuti, in materia di carenza di informazioni per le ristrutturazioni, per le piccole modifiche in materia di tetti, finestre, partecipazione ai bandi per ottenere finanziamenti, servizi carenti, assenza di politiche culturali.
Nelle conclusioni, pur essendo stati evidenziati alcuni buoni interventi, si è rilevata un mancanza di coordinamento nelle iniziative a pioggia, una gestione dei fondi europei poco produttiva, una difficoltà nel concepire un piano comune per l'area piu' vasta che comprende anche Rende (infatti i piani strutturali saranno due e non unico con Cosenza), la necessità di assegnare un ruolo ben preciso al centro storico. "La partecipazione e la qualità degli interventi, ci consente di promuovere altre iniziative in tal senso- ha concluso Michele Arnoni -, "perchè anche il silenzio e la rassegnazione dei cittadini, nell'indifferenza della classe politica, stanno lasciando morire la nostra città".
Ringraziamo il professor Leopoldo Conforti, il professor Antonio Guarascio del centro studi Convivio per la loro presenza e Francesca Cannataro del quotidiano Calabria Ora, per la sua attenzione ai temi dell'arte, della cultura e della tutela del patrimonio storico, nonchè per la partecipazione e per l'articolo che ha redatto sull'iniziativa.

16.11.10

INCONTRO SUL CENTRO STORICO DI COSENZA

"IL CENTRO STORICO DI COSENZA: COME LO VEDIAMO, COME LO VORREMMO"

Venerdi' 19 novembre, dalle ore 16.30 alle 19.30, Casa delle Culture, sala Morante.

Un primo appuntamento per confrontarsi ed elaborare proposte per la rinascita del nostro centro storico.



Intervengono cittadini, commercianti, associazioni e professionisti.

31.10.10

A PROPOSITO DEI MURALES NEL CENTRO STORICO

Il dibattito sulla riqualificazione del centro storico di Cosenza rischia di incepparsi sulla proposta di realizzazione di murales su diversi edifici e pareti, nell'ambito di un progetto promosso da un'associazione locale.
Mi piacerebbe pensare che da un dialogo costruttivo si riescano a trovare delle soluzioni condivise, nell'interesse di chi abita e vuole migliorare la città e fruire di tutti gli spazi della sua parte antica.
Il circolo culturale Re Alarico di Cosenza esprime il suo dissenso nei confronti di realizzazioni pittoriche o decorative che vadano ad intaccare le mura dei palazzi, senza che si proceda con un piano di fattibilità rivolto alla ristrutturazione e riqualificazione di un buon numero delle antiche strutture, che prima di essere una pittaforma o un luogo espositivo, costituiscono un patrimonio collettivo ed una risorsa destinata a concetti abitativi e promozionali di incontri, cenacoli, musei e sedi istituzionali.
E' anche vero che dedicare troppe polemiche o troppa propaganda al progetto dei murales, lascia un po' perplesso chi non ricorda simile attivismo in altre occasioni,come quella dei lavori riguardanti il Duomo, il Castello Svevo o altri interventi poco approfonditi e compresi dalla cittadinanza.
Ricordo, peraltro, che il circolo Re Alarico ha già proposto pubblicamente di partire piuttosto con delle targhe apposte ai palazzi piu' importanti, che ne ricordino origine, significato e data di costruzione. Il costo di una ventina di targhe in marmo, con relativa manodopera per l'apposizione si aggirerebbe intorno agli 8000 euro.
Ciò premesso, non potendosi criticare o condannare chi promuove e propone qualcosa di artistico o di innovativo per la nostra città, si potrebbe pensare di non sprecare o rigettare le offerte degli artisti chiamati per i murales e destinare alle loro opere pannelli da fissare in modo non definitvito sulle pareti prescelte e concordate con l'amministrazione comunale e la soprintendenza.
Sui costi ed i finanziamenti del progetto, è bene che le istituzioni interessate si assumano la responsabilità rispetto alle priorità che intendono perseguire. La realizzazione di pannelli, in ogni caso, consentirebbe ai proprietari dei palazzi di non intaccare per il futuro mura e pietre nel caso di ristrutturazioni o interventi sulle facciate. L'idea di un percorso visivo, che illustri in modo non invasivo i passaggi e gli accadimenti storici, senza colpire ed impressionare i visitatori o gli abitanti, magari con colori forti o rappresentazioni incomprensibili, potrebbe trovare d'accordo tutti, ed in particolare chi intende collaborare alla rinascita del centro storico.
Ovviamente, una partecipazione ed una discussione ampia sul progetto, pensando anche ad una apertura ad altre associazioni, che possano offrire contributi e proposte, varrebbe a colmare il vuoto amministrativo e la carenza di obiettivi che l'attuale governo cittadino sembra dimostrare. Il circolo Re Alarico è anche disponibile a dare un contributo per la realizzazione di un'opera dedicata alla figura ed alla leggenda del re visigoto, se non sbaglio tralasciata dagli artisti coinvolti.
Michele Arnoni

25.10.10

Storie per il 150° dell'Unità d'Italia. Il contributo dei calabresi

La Calabria. Una terra che ha tanto da raccontare anche in merito ai contributi concreti, di risorse umane, di ideali perseguiti, di appartenenza e partecipazione ai più rilevanti processi nazionali.
La ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia può anche essere strumento di sensibilizzazione culturale.
Ne è fortemente convinto il circolo culturale “Re Alarico” di Cosenza che ha voluto rendere noti alcuni elementi di un personaggio, forse poco conosciuto al di la della sua città natale, ma che ha scritto una pagina importante nella storia italiana.
Il suo nome è Giuseppe Mistorni, classe 1813, di Belvedere Marittimo ed è sulla sua storia e sul contesto locale dell’epoca che il circolo “Re Alarico”, presieduto da Michele Arnoni, vorrebbe promuovere una rappresentazione teatrale, fortemente convinto che sono proprio le tante microstorie che potrebbero alimentare, se ben valorizzate, una più diffusa coscienza civile ed un senso identitario per la nostra comunità regionale. Quella di Mistorni è la storia di un uomo che partendo dalla nostra regione ha dato un importante contributo alle evoluzioni internazionali. Un uomo pieno di idee e prospettive di libertà.
La Calabria in larga parte non si scoraggiò di fronte ai fallimenti delle insurrezioni antiassolutistiche sfociate pure nell’eccidio.
Le rappresaglie borboniche dopo il tentativo rivoluzionario del 1848 furono feroci, ma non riuscirono a spegnere l’anelito di libertà e indipendenza di chi intravedeva barlumi di speranza e progresso in senso liberale nel movimento unitario piemontese.
Il dato storico, forse poco approfondito, della circolazione delle idee, della propaganda sotterranea e della rete di contatti che si propagava in tutta la Penisola, si evince dalle corrispondenze, dalla stampe locali non autorizzate, dai cimeli e dalle testimonianze mantenute negli archivi privati, o presso enti e fondazioni di vario tipo. Ed è proprio il caso di Mistorni la cui famiglia conserva gelosamente preziosi cimeli a suo ricordo: divisa, armi, manette, ritratti e le lettere custodite dai diretti discendenti e che consentono una ricostruzione del personaggio e del contesto locale. Quel sentimento patriottico, che legava uomini di tutta Italia, porta il Mistorni ad essere arrestato e processato per attentato contro la sicurezza interna dello Stato per mezzo di organizzazione di banda armata, nonché di oltraggio al re Ferdinando. La condanna a morte, poi tramutata in 30 anni di carcere, è il risultato di un processo le cui fasi si evincono da una interessante sentenza della Gran Corte criminale borbonica di Cosenza, datata 1850.
Per dodici lunghi anni il “cospiratore” e “rivoluzionario” condivide la dure galere borboniche di Procida, Montesarchio, Montefusco con personaggi come Luigi Settembrini, Carlo Poerio, Sigismondo Castromediano. L’arrivo di Garibaldi nel settembre del 1860 rappresenta l’ultimo atto delle aspirazioni di libertà, che portano gli uomini come Mistorni a combattere a Caserta, Agrifoglio, Capua e Volturno. Lontano da sua moglie e dai suoi nove figli per dodici anni, torna in Belvedere con gli onori di Maggiore e diverse onorificenze conferite dal nuovo re d’Italia. Prima, solo le appassionate lettere della moglie, le conversazioni con i compagni di sventura, che le famiglie provvedevano a mantenere con dignità ed onore per una decorosa sopravvivenza nelle galere. Nel bel ritratto fornito dal massimo storico della città di Belvedere, Vincenzo Nocito, si intravede quella appassionata e fervida solidarietà che intercorreva tra i carcerati, poi legati, dopo la guerra, da un carteggio ricco di dettagli e ricordi. «Questa, come altre belle storie – sostiene Michele Arnoni presidente del circolo “Re Alarico” - meriterebbero di essere sottoposte, magari con un coordinamento a livello provinciale promosso dalla giunta regionale, in quelle sedi che l’anno prossimo a livello nazionale tratteranno i diversi profili di quel controverso e sofferto processo di unificazione politica ed amministrativa del nostro Paese.

2.10.10

"ALARICO ED IL SUO TEMPO" PREMIO LETTERARIO (scadenza 30/05/2011)


Abbiamo bandito un concorso per celebrare la Prima Edizione del Premio letterario di cultura europea di Cosenza. Partendo da Alarico ed il suo tempo, ci rivolgiamo con due sezioni (narrativa e poesia), ai giovani dai 16 ai 25 anni, che volessero esprimersi con racconti o poesie.
La scadenza ed il bando integrale sono visibili cliccando sulla sezione ATTIVITA' del nostro sito.

16.9.10

Ripartire dalle scuole e dalla cittadinanza attiva.

E' impensabile guardare al futuro della nostra città partendo da condizioni ambientali scarsamente analizzate e comprese. Il degrado è generalizzato, intacca la nostra memoria storica ed è certo frutto di malgoverno e scarsa sensibilizzazione, ma anche di un generalizzato disinteresse. Ripartire dai ragazzi e dalle scuole è fondamentale, cosi' come è necessario valorizzare quelle piccole iniziative che mirano ad un recupero di ambiente e spazi storici. Non è un caso che si diffonda, in diversi Comuni italiani, la tendenza a stipulare accordi e convenzioni con privati ed associazioni per il recupero dei quartieri. Tra le iniziative da mettere in campo per rafforzare azione amministrativa e spirito civico, c'è la proposta di adozione di un regolamento per il verde pubblico urbano ed uno per l'affidamento in cura dei diversi monumenti storici e opere d'arte, sparsi nella nostra città. Le attività commerciali, le associazioni e gli enti che vorranno gestire ed adottare spazi pubblici e monumenti, con la possibilità di fruire di sponsor e spazi pubblici, dovranno trovare un'amministrazione sensibile e tesa anche a premiare i meritevoli. A partire dall'anno prossimo, con l'augurio di un vero rinnovo della politica cittadina, si dovrà lavorare per l'adozione di bandi di gara volti ad attrarre i contributi concreti di chi vuole vivere in una città pulita ed attraente. Senza il contributo attivo dei cittadini più attenti le condizioni andranno a peggiorare. Basti pensare che come consigliere di circoscrizione ho più volte proposto la pulitura dei muri di Piazza XXV luglio (ex Skandeberg), ma puntualmente giovani che non trovano di meglio da fare o che non trovano nessuno ad ammonirli imbrattano e scaricano i loro pensieri a colori sui monumenti. La nostra sembra divenire una comunità che non intende aprirsi all'esterno, dimostrare di avere una storia, un passato, una identità. E pensare che l'attuale amministrazione intende investire centinaia di migliaia di euro per la formazione, più che per l'attivismo degli addetti alla manutenzione, mentre giovani preparati, esperti di conservazione dei beni culturali, di agronomia, di ambiente non sono affatto considerati o sono costretti a farsi avanti senza criteri di merito. Dalla settimana prossima, con i soci del circolo Re Alarico promuoveremo degli incontri periodici, per affrontare questi ed altri piccoli temi, volendo concretamente portare avanti una serie di proposte per mantenere la città in cui si è scelto di vivere più decorosa e vivibile.

Michele Arnoni
- presidente circolo e consigliere di circoscrizione

2.6.10

Cosenza sede europea del dialogo interculturale?

Il circolo culturale Re Alarico, con la collaborazione della Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, ha organizzato un primo incontro dedicato al dialogo interculturale ed alle prospettive di sviluppo per il Mezzogiorno nell'area del Mediterraneo.
Il 18 maggio, dalle 14, nella sala convegni di Palazzo Arnone, si è tenuta la prima manifestazione dedicata all'Euromediterraneo, incentrata sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale. La città di Cosenza potrebbe essere destinataria di un riconoscimento ufficiale, presso l'Unione Europea, come sede stabile di incontri periodici con i diversi Paesi del Mediterraneo, in modo che le sensibilità e le provenienze diverse, possano contribuire a un elevato livello di sviluppo condiviso e comune. Una città capoluogo che, nell’ottica della fusione dei Comuni dell’area urbana (Rende, Castrolibero), rappresenterà il centro propulsore della vita e delle attività di circa duecentomila abitanti. Queste le intenzioni alla base del progetto. “Il Mediterraneo – come fanno sapere i giovani del Circolo Re Alarico - la cui storia ci insegna che l'affermazione di identità chiuse non ha mai prevalso, può, per il Mezzogiorno e per la Calabria, consentire una concentrazione di attività e di iniziative di rilevanza europea, che devono rappresentare uno dei fattori di rilancio del territorio e di rafforzamento della consapevolezza delle radici, delle tradizioni e quindi delle potenzialità fino ad oggi inespresse”.
E' per questo che gli organizzatori dell'incontro fanno sapere di avere già programmato diverse manifestazioni incentrate su aspetti come ambiente, energia, la produzione artistica e gli scambi economici. E che ad ogni manifestazione sarà presente un ospite proveniente dai Paesi del Mediterraneo. Al primo incontro ha aderito il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, che avrebbe dovuto aprire i lavori. Per il prolungarsi delle attività alla Camera e per le difficili condizioni climatiche a Lamezia, il suo elicottero non è potuto giungere però in tempo a Cosenza.
Il soprintendente dei Beni Storici, Fabio De Chirico, il Capitano del Nucleo Carabinieri per la tutela patrimonio culturale, Raffaele Giovinazzo e il professore Unical Giuseppe Roma, Direttore del dipartimento di archeologia e storia delle arti hanno, dai diversi punti di vista, evidenziato il valore della condivisione e compartecipazione nei progetti di recupero e tutela dei beni culturali. Opere antiche e resti archeologici di inestimabile valore che, insieme a moltissimi altri fattori, testimoniano gli intrecci e la somiglianza in alcuni aspetti delle tre grandi culture che insistono nell’area del Mediterraneo. Le prospettive di collaborazione per uno sviluppo economico condiviso sono state affidate a Fortunato Amarelli, presidente dei Giovani di Confindustria della Provincia di Cosenza. Ospite d’onore il Senatore della Repubblica di Tunisia, Habib Mastouri, da anni impegnato anche in Italia sul fronte dell'integrazione e del dialogo interculturale. Il dottor Mastouri, giornalista professionista e profondo conoscitore dell’Italia, ha sottolineato la valenza della storia comune, il bisogno di reciproca conoscenza, confronto e la collaborazione sugli aspetti futuri, quali il prestigio delle pubbliche amministrazioni, che devono crescere sulla base di reciproci rapporti e scambio di competenze, le attività dei giovani, il consolidamento di un mercato interno ad un’area soggetta a continua espansione. Non sono mancati gli accenni alle difficoltà infrastrutturali, che per la Calabria devono essere presto superate (si pensi alle strade, alla burocrazia spesso perversa ed inquinata da malaffare, alla mancanza di voli diretti per i Paesi a Sud del Mediterraneo).
Ma lo spirito dell’associazione che ha dato vita all’evento, come esposto dal presidente e moderatore del dibattito, Michele Arnoni, è quello di guardare con ottimismo al futuro, soprattutto per quelle comunità dalle tradizioni solide ed importanti come la città di Cosenza.
Tutto questo fa parte del leitmotiv alla base della realtà associativa del "Re Alarico" che è quello di avvicinare alla gente le istituzioni, le personalità del mondo culturale e gli addetti ai lavori del mondo della politica nazionale ed internazionale.

23.4.10

CONCERTO DI PRIMAVERA PER COSENZA: 26/03/2010

Con la collborazione della Biblioteca Nazionale di Cosenza (MIBAC), nella sala Giacomantonio della struttura alle spalle del Duomo, abbiamo ospitato il maestro Daniela Roma ( giovane pianista e concertista più volte premiata in tutta Europa) ed il flautista Ivan Nardelli. Un concerto augurale, che esprime e rinnova il nostro interesse per le arti e per la cultura, fondamentali per una migliore ripresa della nostra città. Nella scaletta dei brani previsti, erano compresi anche alcuni pezzi di Alfonso Rendano, il noto compositore di Carolei, i cui brani per pianoforte, in anterpima mondiale, proprio Daniela Roma ha inciso.

18.3.10

PRIMO INCONTRO SUL RUOLO DELLA DONNA - 12 MARZO 2010

"IL LUNGO CAMMINO DELLA DONNA, DALL'ASSEMBLEA COSTITUENTE AD OGGI"
Incontro con Maria Teresa Antonia Morelli, autrice del volume
"Le donne della Costituente, edizioni Laterza 2007, Collana Fondazione della Camera dei deputati “Voci dal Parlamento”.
Il volume, dal quale siamo partiti per discutere di impegno femminile nella società e nella politica, è stato realizzato nell’ambito delle celebrazioni che la Fondazione della Camera dei deputati ha promosso per il 60° anniversario dell’Assemblea costituente. Contiene i testi degli interventi pronunciati dalle 21 donne elette nel 1946 alla Costituente, preceduti da una mia introduzione, approfondite biografie di ciascuna delle 21 e una ricca bibliografia non soltanto sull’Assemblea costituente, ma anche sulla Consulta nazionale, sul voto alle donne, sui movimenti femminili, sulla partecipazione politica delle donne e una serie di filmati dell’Istituto Luce degli anni 1945-‘47. Contiene, inoltre, una bibliografia inedita delle opere scritte dalle 21 costituenti e la letteratura critica su di loro. Il volume è corredato da un DVD che riporta i testi integrali degli interventi, riporta immagini, filmati e testimonianze di alcune protagoniste tra cui una lunga intervista a Nilde Iotti, membro della Costituente e Presidente della Camera dei deputati.
Il dibattito, che ha goduto di una notevole partecipazione, si è svolto nella Casa delle culture di Cosenza ed è stato arricchito dalla presenza di Maddalena Arnoni - presidente del CIF di Cosenza, Raffaella Aceti - primario chirurgo dell'Ospedale Civile di Cosenza e Beatrice Perrotta - giornalista pubblicista e presidente dell'associazione femminile "San Sisto dei Valdesi". Dopo l'introduzione di Emma Staine e Roberta D'Angelo, dirigenti del circolo, si sono succeduti gli interventi degli ospiti, moderati da Michele Arnoni, presidente del circolo.
il direttivo del circolo con l'autrice

20.12.09

20 Dicembre 2009: raccolta doni per i bimbi. Gazebo nel centro citta'

Anche quest'anno abbiamo stimolato piccole donazioni e raccolto materiale che sara' consegnato in alcuni istituti che ospitano bimbi svantaggiati.

30.11.09

Presentazione del libro "La Fiaccola Tricolore" di Fabrizio Tatarella - Cosenza 28 novembre 2009


Per la prima volta in Calabria, giorno 28 novembre 2009, il circolo Re Alarico ospita Fabrizio Tatarella per la presentazione del suo libro "La Fiaccola Tricolore".
Presentato in tutta Italia, al fianco di uomini politici come Fini, Alemanno, Gapsarri e La Russa, anche a Cosenza, presso il caffè letterario dell'Hotel Excelsior, il gruppo di soci del circolo ed i dirigenti del PDL presenti all'incontro, hanno ascoltato il racconto dell'autore.
Con la partecipazione del consigliere regionale Franco Morelli e dei giovani dirigenti di Cosenza e Rende, si è tenuto un dibattito sereno, di prospettiva e di stimolo per meglio operare e piu' impegnarsi nella politica.

21.11.09

UN GIORNO DI PACIFICAZIONE A COSENZA


Finalmente l'amministrazione comunale di Cosenza ha deciso di re-intitolare ufficialmente la Piazza antistante l'Acquedotto del Merone a Michele Bianchi, ministro ed attivista politico calabrese, protagonista della prima fase del Ventennio fascista.
Michele Bianchi, quale Ministro dei Lavori Pubblici e cofondatore del fascismo (fu prima sindacalista e giornalista), impresse una svolta alle opere pubbliche calabresi ed espresse una forte vicinanza alle genti disagiate ed ai bisogni di riscatto della sua terra.
Fu tra i politici locali a spingere con maggiore attenzione l'interesse verso la provincia di Cosenza e ad attivare i finanziamenti necessari per modernizzare il territorio.
Tra le opere piu' importanti, finanziate dall governo centrale, l'Acquedotto del Merone, che fu costruito dopo la morte di Bianchi in due anni a Cosenza, sotto la vigilanza e l'operosita' dell'allora podesta' del capoluogo, Tommaso Arnoni, da subito in stretto contatto col ministro e protagonista di un decennio di modernizzazione per la citta'.
Arnoni, già impegnato e conosciuto politicamente a Cosenza, fu fortemente voluto da Bianchi alla guida della città, tanto che lo stesso Mussolini accetto' il programma che l'avvocato cosentino gli sottoposte personalmente.
Dal 1926 al 1936 la città di Cosenza prese forma come centro moderno e funzionale, con quartieri e opere ancora ampiamente utilizzati dalla collettivita': La zona di Piazza Cappello, Viale Trieste, le ville, i giardini, la scalinata del leoni, l'Ospedale Civile (di cui Arnoni fu il primo presidente), la biblioteca civica. In pochi anni, grazie all'impulso di Bianchi e Arnoni, furono spesi 22 milioni di lire in favore della comunita', tutti fino all'ultimo centesimo.
L'Acquedotto, di fattura esemplare e di durata e potenza notevoli, serviva un bacino di utenza di oltre 30.000 persone e rappresento' una vera e propria svolta per il territorio, capace di coprire il fabbisogno di 200000 utenti.
Ancora oggi, la rete idrica cosentina è quella dell'epoca.
A Bianchi, con deliberazione consiliare, nel 1993 venne intitolata questa piazza, su richiesta e proposta del consigliere comunale Sergio Nucci.
Dopo molti anni, ancora non si era provveduto all'apposizione ufficiale della targa col nome dell'illustre calabrese originario di Malito, ragione per cui, con alcuni interventi di militanti della destra cosentina si era addirittura arrivati ad una istallazione artiginale della targa.
Sabato 21 novembre la targa sara' ufficialmente apposta, con la presenza del sindaco di Cosenza, grazie alle pressioni ed alle interrogazioni del consigliere comunale Sergio Nucci, degli ex circoli cittadini di AN "Giulio Adimari" e "Compagnia dell'Anello" e del consigliere di circoscrizione PdL Michele Arnoni.
A Bianchi, a prescindere dalle ideologie e la deriva del fascismo, bisogna tributare una infaticabile operosita' e fattivita' per i territori dal quale proveniva, che possono ancora oggi costituire un esempio.
UN esempio di virtu' morali e di filiera istituzionale tra governo centrale ed amministratori locali.
Bianchi mori' povero e, cosi' come nel caso di Arnoni, nessun addebito, civile e penale, pote' essere riscontrato ed elevato, in sede di sanzioni giuridiche e morali contro il fascismo, attese le doti etiche, le capacita' politiche e l'attenzione per le popolazioni.
Soprattutto furono valutati gli ampi e duraturi risultati conseguiti nel solo interesse della comunita'. Risultati utili ancora oggi, in termini di prospettive urbanistiche, opere pubbliche, assetto del territorio.
Bianchi mori' giovane, nel 1930, e non partecipo' direttamente alle nefaste politiche che portarono l'Italia in guerra.
La piazza a lui intitolata si trova alla conclusione della via dedicata a Tommaso Arnoni, eletto deputato insieme a lui, nel 1924.
Il nostro circolo culturale è sempre favorevole agli eventi che favoriscono la tutela della memoria storica della comunità.
Nella foto la centrale dell'Acquedotto ed una immagine di Bianchi ed Arnoni in un comizio del 1927, in Piazza Prefettura, a Cosenza.

23.10.09

24 OTTOBRE 2009 - Manifestazione ad Amantea


Nell'ultima riunione del direttivo del circolo culturale "Re Alarico" si è deliberato di aderire alla manifestazione organizzata dal comitato civico "Natale De Grazia" di Amantea . L'invito alla partecipazione popolare, vuole testimoniare una volontà comune e non divisa da schieramenti politici, con l'unico scopo di ottenere effettiva sollecitazione verso le istituzioni locali e nazionali per fare chiarezza sulla terribile vicenda dello smaltimento di rifiuti pericolosi in Calabria. I cittadini calabresi, in primis coloro che ricoprono o hanno ricoperto incarichi istituzionali, devono avere il coraggio di denunciare e riportare alla luce tutte le malefatte che hanno deturpato il nostro territorio ed attentato in modo barbaro alla salute dei cittadini. Queste manifestazioni, ad avviso del direttivo del circolo, rappresentano uno stimolo in piu' per chi, in futuro, deve avere il coraggio individuale e collettivo di reagire, per avviare un lungo e tortuoso percorso di bonifica ambientale dei nostri territori, affossati da una politica locale collusa ed incapace."

direttivo Circolo "Re Alarico" - Cosenza

6.5.09

CONCORSO CANORO "CENTO PICCOLE VOCI" - manifestazione per la solidarietà

L’associazione CTG OPS! con la collaborazione del Circolo Culturale ‘FUEGO’ di Rende e con il nostro circolo, organizza una manifestazione che vedrà coinvolti giovani e bambini in un concorso canoro con relativa premiazione. In occasione dell'evento, per il quale sarà concesso il patrocinio della terza circoscrizione di Cosenza, verrano raccolto fondi e materiale utile per l'Istituto Santa Maria delle Vergini a Cosenza.
Ecco il bando del concorso:
BANDO CONCORSO CANORO ‘CERTE PICCOLE VOCI’
V edizione (anno 2009)

1. L’associazione CTG OPS!, con la collaborazione del Circolo Culturale ‘FUEGO’ di Rende e del Circolo ‘Re Alarico’ di Cosenza, e con il patrocinio del Comune di Marano Principato organizza la V edizione del Festival Canoro ‘Certe Piccole Voci’.
2. La V edizione, per la prima volta nella storia della manifestazione, sarà aperta anche agli over 14 e avrà un’impronta concorsuale
3. Al concorso possono iscriversi professionisti e non che abbiamo un età compresa tra 5 e 30 anni residenti nei Comuni della Provincia di Cosenza
4. L’iscrizione al concorso è GRATUITA;
5. Qualora il numero degli iscritti sia superiore al numero massimo ammesso per ciascuna categoria, accederanno alla serata finale solo gli iscritti che avranno superato le selezioni;
6. I partecipanti che supereranno le selezioni saranno divisi in 3 categorie : Fuori concorso, 13-17 anni, 18-30 anni
7. Categoria FUORI CONCORSO: i bambini con età compresa tra 5 e 13 anni apparterranno alla categoria Fuori Concorso.
a) I bambini che potranno partecipare alla serata finale dovranno essere massimo 15;
b) Qualora il numero di iscritti superi il numero massimo di partecipanti previsti dal bando, l’organizzazione si riserva la facoltà di invitare i bambini a unirsi per cantare in coppia;
c) Ciascun elemento di questa categoria verrà premiato con una coppa o medaglia ricordo della manifestazione;
d) I bambini di questa categoria saranno preparati alla serata finale con prove a cadenza bisettimanale dai volontari dell’associazione organizzatrice presso il Centro Sociale ‘C. Baccelli’ di Marano Principato;
e) I partecipanti potranno scegliere la canzone con la quale esibirsi consultando la lista messa a disposizione dall’organizzazione;
f) Qualora lo ritenga necessario, l’organizzazione può decidere di inserire canzoni non presenti nella lista;
8. Categoria 14-17 anni
a) Rientrano in questa categoria i ragazzi che al momento dell’iscrizione hanno compiuto 13 anni e quelli che non hanno ancora compiuto il 18esimo anno di età;
b) Alla serata finale, per questa categoria, il numero massimo di partecipanti previsto è 5 (cinque);
c) I ragazzi che una volta iscritti saranno ammessi alla serata finale potranno scegliere liberamente il testo da interpretare l’importante è che non coincida con uno di quelli scelti dai bambini della categoria ‘Fuori Concorso’;
d) Qualora il testo sia offensivo o non idoneo alla manifestazione, l’organizzazione si riserva la facoltà di cambiare il pezzo;
e) I ragazzi di questa categoria saranno così premiati:
- 1° Premio: trofeo + incisione di un pezzo non inedito in una sala di registrazione
- 2° Premio: trofeo
- 3° Premio: trofeo
f) Qualora i partecipanti lo ritengano necessario, possono chiedere all’organizzazione di seguirli nella preparazione del brano scelto;
9. Categoria 18-30 anni
a) Rientrano in questa categoria i ragazzi che al momento dell’iscrizione hanno compiuto 18 anni e quelli che non hanno ancora compiuto il 30esimo anno di età;
b) Alla serata finale, per questa categoria, il numero massimo di partecipanti previsto è 5 (cinque);
c) I ragazzi che una volta iscritti saranno ammessi alla serata finale potranno scegliere liberamente il testo da interpretare l’importante è che non coincida con uno di quelli scelti dai bambini della categoria ‘Fuori Concorso’ e dai ragazzi della categoria ’15-17 anni’;
d) Qualora il testo sia offensivo o non idoneo alla manifestazione, l’organizzazione si riserva la facoltà di cambiare il pezzo;
e) I ragazzi di questa categoria saranno così premiati:
- 1° Premio: trofeo + incisione di un pezzo non inedito in una sala di registrazione
- 2° Premio: trofeo
- 3° Premio: trofeo
f) Qualora i partecipanti lo ritengano necessario, possono chiedere all’organizzazione di seguirli nella preparazione del brano scelto
10. Il concorso prevede due uscite: la prima è stata fissata orientativamente il 10 Luglio 2009 nella zona centrale del Comune da Cosenza; la seconda sarà in piazza a Marano Principato orientativamente il 25 Luglio 2009.
11. i Partecipanti dovranno assicurare la presenza ad entrambe le serate;
12. TEMPI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE AL CONCORSO
a) Il bando di partecipazione sarà divulgato entro inizio Maggio 2009;
b) Il termine ultimo per l’iscrizione è fissato per il 25 Maggio 2009 e sarà possibile iscriversi nei seguenti modi:
- mezzo mail all’indirizzo info@ctgops.it oppure simonaruffolo@hotmail.it specificando nell’oggetto ‘Iscrizione al concorso canoro’ e allegando all’e-mail un file word contenente le anagrafiche, contatti, una breve presentazione personale e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali;
- per contatto telefonico al numero 3477438022;
13. Il primo incontro con gli iscritti avverrà lunedì 25 Maggio 2009 alle ore 20.00 presso il Centro Sociale ‘C. Baccelli’di Marano Principato;
14. Qualora gli iscritti superino il numero massimo di partecipanti previsto per ciascuna categoria, successivamente all’incontro del 25/05/09 verrà stabilita una data per le selezione;
15. L’organizzazione si riserva di cambiare le categorie, il numero di partecipanti e le date e luoghi delle serate in fase di preparazione della manifestazione;
16. Il presente bando e il modulo per l’iscrizione sono disponibili sui siti internet www.comune.maranoprincipato.cs.it , www.ctgops.it e www.circolorealarico.it e presso l’ufficio anagrafe del Comune di Marano Principato.

30.4.09

STRISCE BLU NEL CENTRO CITTA' - NON IN QUESTE CONDIZIONI

Dal 30/04/2009 il circolo Re Alarico ha avviato la raccolta firme per rivolgere una petizione popolare al Sindaco di Cosenza ed all'Assessore alla Mobilità, finalizzata alla revoca delle delibere attutative della delimitazione con strisce blu di zone dei quartieri del centro citta'.
Il Rione Bianchi (Piazza Cappello, Via Parisio, Via Fruguiele, Via Calabria etc) è mantenuto in pessime condizioni, con difficolta' per i commercianti ed i residenti, dovuti a scarsa valorizzazione, pessima manutenzione di giardini, strade ed illuminazione.
Solo dopo un'accurata ripresa delle zone centralissime della citta', una amministrazione che possa definirsi corretta e prudente, potrà tranquillamente adottare provvedimenti destinati a rimpinguare le casse comunali sulle spalle dei cittadini.

14.2.09

PROPOSTA DI LEGGE - Referendum popolare

Il Circolo Re Alarico proporra', nei prossimi giorni, una iniziativa popolare, incentrata sul seguente testo:

DIVIETO DI NUOVE ASSUNZIONI, NOMINE E CONFERIMENTO INCARICHI - PROPOSTA DI LEGGE

Preambolo
Al fine di consentire l'espletamento delle normali funzioni amministrative e gestionali degli enti locali, nel rispetto dei principi costituzionali del buon andamento e imparzialita' delle amministrazioni pubbliche;

Attesa la frequente e deprecabile pratica in uso in diverse amministrazioni pubbliche locali, in vista di campagne elettorali, di acquisire consenso con ogni forma e mezzo, adottando atti e provvedimenti col fine di condizionare l'esito delle future elezioni, spesso riguardanti i soggetti già eletti e coinvolti direttamente nelle imminenti competizioni elettorali;

Al fine di consentire al meglio il rispetto delle disposizioni in materia di separazione tra funzioni politiche ed amministrative,
E' approvata la seguente legge:

Art. 1
Negli ultimi sei mesi di espletamento del mandato elettorale relativo a consigli comunali, provinciali e regionali, è fatto divieto alle amministrazioni locali di comuni, province, regioni, di deliberare o porre in essere atti amministrativi di qualsiasi natura che comportino, direttamente o indirettamente, l'assunzione di personale, il trasferimento di lavoratori assunti con qualsivoglia tipologia di contratto, di impiegati o dirigenti.

Art.2
Alle amministrazioni degli enti locali è altresi' fatto altresi' divieto, nel medesimo arco temporale di cui al precedente articolo, di disporre nomine e conferire incarichi di qualsiasi natura ed in qualsiasi settore di competenza dei medesimi enti.

Art. 3
La disposizione di cui all'articolo 1 della presente legge non si applica nel caso di commissariamento governativo degli enti interessati o di scioglimento anticipato dei consessi elettivi comunali, provinciali e regionali.

Art. 4
Gli atti posti in essere a partire dal giorno successivo a quello di inizio dell'ultimo semestre del mandato elettorale, possono essere impugnati secondo la normativa vigente da qualsiasi cittadino residente nel territorio di competenza.

Art. 5
Le precedenti disposizioni non si applicano nel caso di comprovata urgenza o in presenza di stato di necessità derivante da calamità naturali e situazioni eccezionali.

LA PRESENTE PROPOSTA PUO' ESSERE ARRICCHITA E INTEGRATA CON LE INDICAZIONI DI TUTTI GLI INTERESSATI.

10.2.09


Modifica
GIORNO DEL RICORDO: 10 Febbraio 2009, discussione in Terza Circoscrizione - Cosenza

La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero. »
(legge 30 marzo 2004 n. 92)

Il gruppo di AN in Terza Circoscrizione ha promosso la fissazione di un consiglio aperto per visionare filmati e discutere delle vicende che hanno stimolato, con enorme ritardo, l'istituzione della giornata del 10 Febbraio.

Per comprendere la portata del periodo storico, si consiglia di leggere, tra gli altri, L'ESODO di Arrigo Petacco.
Di seguito riporto un documento indicativo della tragicita' dell'argomento.


In data 25 ottobre 2005 i ricercatori storici Samo Pahor e Claudia Cernigoi hanno presentato ai Carabinieri un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, relativo ai “lavori di riqualificazione” inerenti al sito della cosiddetta Foiba di Basovizza, finanziati con i fondi stanziati per i cinquanta anni del ritorno dell’Italia a Trieste. Eccone il testo:

OGGETTO: esposto relativo alle attività previste con deliberazione comunale n. 68 d.d. 3 ottobre 2005 variante n. 86 al vigente PRGC – recupero dell’area e del monumento della Foiba di Basovizza.

I sottoscritti Claudia CERNIGOI (n. Trieste 17/2/1959, ivi residente in via San Primo 20) e Samo PAHOR (n. Trbovlje 22/5/1939, residente a Trieste in Salita di Vuardel 21) espongono quanto segue in riferimento ai lavori di cui alla delibera comunale in oggetto.

Da decenni il pozzo della Miniera sito nella proprietà della comunella di Boršt risulta dichiarato monumento nazionale e luogo di manifestazioni di vario carattere con riferimento ad esecuzioni sommarie che sarebbero avvenute in loco nel periodo immediatamente successivo al 1° maggio 1945.
Dopo i recuperi effettuati dalle autorità anglo-americane nell’estate/autunno 1945, non risultano effettuati altri recuperi di salme, nonostante da più parti si parlasse della presenza di “centinaia” o “migliaia” di persone uccise sommariamente e gettate nella voragine. Citiamo a questo proposito una relazione del direttore della Divisione terza della XII Ripartizione (lavori pubblici) del Comune di Trieste, datata 13/9/1954, in cui si legge che
< fuori del Cimitero si è a conoscenza della giacenza dei resti non riconoscibili nella foiba denominata della “Miniera” di Basovizza, frammisti a munizioni ed armi, di difficile raccolta, presumibilmente n. 4000 >. (allegato 1)
Successivamente nel 1959 il Ministero della Difesa predisponeva una sistemazione del fondo con l’apposizione dell’attuale copertura allo scopo di impedire l’uso a discarica della voragine mineraria.
All’epoca il deputato Giorgio Almirante, capogruppo del partito denominato “Movimento Sociale Italiano”, presentò un’interrogazione parlamentare
< in ordine al pietoso recupero delle salme degli infoibati nelle zone della Venezia Giulia rimaste all’Italia, anche in relazione al fatto che due tra le più grandi foibe, quelle di Basovizza e di Monrupino, contenenti migliaia di cadaveri, sono state rozzamente tappate con un solettone di cemento >.
Il ministro della Difesa pro tempore, on. Giulio Andreotti, rispose:
< I lavori eseguiti (...) hanno esclusivamente funzione protettiva, per evitare che continui lo scarico delle immondizie nelle foibe. La chiusura è del tutto provvisoria. Essa è costituita da lastre di cemento poggiate su travi di ferro e munite di anelloni per il loro sollevamento. La chiusura non preclude quindi la possibilità del recupero delle salme giacenti nel fondo del pozzo, recupero che sarà effettuato quando sarà possibile superare le molteplici e serie difficoltà di ordine igienico e di sicurezza. Occorre tener presente (...) anche il fatto ormai accertato, che (...) sono stati gettati ingenti quantitativi di esplosivo e residuati di nafta, il che aumenta notevolmente il rischio delle operazioni >
Analoga interrogazione fu presentata dal deputato Gefter-Wondrich e risposta simile a quella sopra citata fu data dal Sottosegretario di Stato per la difesa Caiati nella seduta del 12/12/59.
(Le due interrogazioni si trovano in “Atti parlamentari anno 1959-60. Risposte scritte ad interrogazioni dal 13/10/59 al 25/1/60”. Seduta 4/12/59, allegato 2)
Da dette risposte si evince chiaramente che i recuperi stante l’attuale sistemazione sono tecnicamente possibili; ma nel caso in questione sono anche giuridicamente dovuti ai sensi del comma 2 dell’art. 116 delle norme di attuazione c.p.p. che recita:
< Il disseppellimento di un cadavere può essere ordinato, con le dovute cautele, dall’autorità giudiziaria se vi sono gravi indizi di reato >.
I recuperi dei resti mortuari sono inoltre resi obbligatori dall’art. 50 del Regolamento di Polizia Mortuaria (DPR 10/9/90 n. 285) che recita:
< Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione:
- i cadaveri delle persone morte nel territorio del Comune, qualunque ne fosse in vita la residenza; (omissis)
- i resti mortali delle persone sopra elencate >.
Le ripetute affermazioni relative a massacri avvenuti presso il Pozzo della miniera, nonché le costanti manifestazioni che vi si svolgono da decenni costituiscono di per se stesse “notitia criminis” nonché “gravi indizi di reato”, così come previsti dalle normative vigenti. Che nel Pozzo della miniera si trovino resti umani, risulta inoltre dal fascicolo RGNR 631/00 della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Trieste, a firma del PM dott. Dario Grohmann, nel quale si legge che < il monumento indicato > è < da considerarsi sepolcro > (allegato 3).
La copertura prevista dal progetto approvato dal Comune di Trieste con la deliberazione in oggetto specificata, qualora realizzata, costituirà un grave ostacolo ai recuperi dei resti umani di cui con tanta costante iterazione si afferma l’esistenza, possibili invece con l’attuale sistemazione; la mancanza di questi accertamenti causerebbe inoltre impedimento alla Magistratura di acquisire prove fondamentali per le valutazioni giudiziarie dell’accertamento dei fatti avvenuti e delle eventuali responsabilità penali conseguenti.

I sottoscritti ritengono opportuno che venga sentito in qualità di persona informata sui fatti l’onorevole Giulio Andreotti, o, in subordine, l’onorevole Caiati.

Si chiede pertanto a codesta spettabile Autorità Giudiziaria di voler emettere un’ordinanza di sospensione dei lavori di cui alla delibera in oggetto, e di voler procedere ad un’esplorazione del contenuto del pozzo della miniera di Basovizza, per verificare la presenza di resti umani, e provvedere alla loro dignitosa sepoltura in luogo all’uopo preposto.

I sottoscritti chiedono inoltre di venire avvisati dell’eventuale richiesta di archiviazione ai sensi dell’art. 408 c.p.p..

In data 7/11/05 l’esposto è stato archiviato, su indicazione del dottor Nicola Maria Pace, Procuratore della Repubblica di Trieste, nel Registro degli “atti non costituenti reato”; tale tipo di archiviazione, ci è stato spiegato negli Uffici della Procura, non obbliga il Procuratore a motivare la propria decisione, né a darne notizia ai denuncianti. Di conseguenza, nel fascicolo relativo, abbiamo trovato solo copia della documentazione da noi presentata, la lettera di trasmissione alla Procura della Stazione dei Carabinieri di Basovizza e nel frontespizio le seguenti annotazioni a penna: “al Procuratore per Sue valutazioni, data la peculiarità dell’esposto… io non credo si debba provvedere a sospendere (sic) un atto amministrativo, né c’è alcun reato in corso”. Data 2/11/05, firma illeggibile (non è quella del dottor Pace).
In seguito a questa dichiarazione, che non essendo più particolareggiata non ci permette di comprendere a fondo il motivo per cui quanto da noi denunciato non raffiguri alcun reato, dobbiamo per forza cercare di dare delle interpretazioni a quanto la Procura ha inteso sostenere.
Se la Procura non ritiene necessario procedere ad un recupero delle salme presenti nel Pozzo della Miniera prima dell’ultimazione dei lavori che potrebbero inibirne la successiva possibilità, nonostante tutte le notizie di presenza di dette salme (che potrebbero costituire i “gravi indizi di reato”), ciò può significare soltanto, a parere nostro, che la Procura non ritenga che vi siano salme ancora giacenti nel Pozzo suddetto: altrimenti ne avrebbe dovuto ordinare il recupero.
A questo punto, però, dobbiamo ritenere che, oltre a quanto fu recuperato dalla voragine nel 1945 a cura degli angloamericani (il verbale di tali recuperi fu pubblicato sul “Piccolo” di Trieste il 31/1/95, e fu sintetizzato nelle seguenti parole scritte dal giornalista: < Ma una decina di corpi smembrati e irriconoscibili non dovevano sembrare un risultato soddisfacente e alla fine si preferì sospendere i lavori >.
Di conseguenza, possiamo essere portati a pensare che oltre alla “decina di corpi smembrati e irriconoscibili”, già recuperati nel 1945, nel Pozzo della miniera non ci sono mai stati altri resti umani; che tutto quanto apparso sulla stampa, in testi storici, in dichiarazioni di intellettuali e di uomini politici rispetto alle “centinaia”, “migliaia” di infoibati, agli eccidi di Basovizza e via di questo passo, siano soltanto voci inconsistenti, non degne di essere considerate notizie di reato (chi parla di massacri avvenuti in un certo posto e di cadaveri ancora lì giacenti, cosa fa, se non comunicare di essere a conoscenza di un reato consumatosi?) da parte della nostra Procura della Repubblica.
Però a questo punto potremmo anche ritenere che non solo la foiba di Basovizza non dovrebbe più essere considerata un monumento nazionale (monumento a ricordo di fatti che non sono avvenuti?), ma potremmo anche chiedere che le voci, non degne di fede, di coloro che continuano a parlare di eccidi avvenuti a Basovizza, quando la Procura non ritiene di dover agire per recuperarne i resti delle presunte vittime, vengano fatte tacere, in quanto false ed inattendibili, ed atte a turbare l’ordine pubblico.
E potremmo anche chiederci e chiedere alle autorità competenti, se sia congrua la spesa di 805.000 Euro, tratte dai fondi per le celebrazioni del cinquantenario del ritorno di Trieste all’Italia, per “riqualificare” un monumento che non ha ragione di esistere, in quanto propaganda un falso storico

Per opportuna conoscenza pubblico la lettera inviata dai Pahor e Cernigoi al senatore Giulio Andreotti.


Egregio Signore

Giulio ANDREOTTI
Senatore a vita
Senato della Repubblica
Palazzo Madama
00186 - ROMA


Nell’ormai lontanissimo 1959 Ella, nella veste di Ministro della Difesa, ha assicurato, rispondendo ad una interrogazione parlamentare dell’on. Giorgio Almirante, che la copertura delle foibe di Basovizza e di Monrupino è provvisoria, già predisposta per essere tolta, ed ha promesso che tale copertura sarebbe stata tolta non appena le condizioni sanitarie e di sicurezza l’avrebbero permesso.
Il progresso della medicina e della tecnologia civile e militare, ha fatto tali passi da rendere del tutto possibile il promesso recupero dei resti mortali, rispetto al quale l’on. Almirante ha posto l’interrogazione parlamentare nell’interesse dei congiunti delle persone che colà sarebbero state uccise nel 1945.
L’amministrazione comunale di Trieste ha deciso di coprire la copertura fatta nel 1959 a cura del Commissariato generale per le onoranze ai caduti in guerra sulla voragine di Basovizza con un enorme cofano di ferro, annullando così la possibilità di recupero delle salme che ivi si troverebbero.
Le chiediamo pertanto di intervenire nelle sedi competenti affinché quanto promesso dal Ministro della difesa dell’epoca ai familiari delle persone uccise in quelle località venga fatto prima della collocazione di detto cofano di ferro.
Oltre che per il fatto di veder mantenuta una promessa che Ella ha fatto ai congiunti, rappresentati dall’on. Almirante, riteniamo che sia Suo interesse che la copertura delle due voragini venga tolta ed i resti mortali colà giacenti recuperati, anche per un altro motivo. Infatti dalle nostre parti corre voce, specialmente dopo che il dottor Giorgio Rustia ha scritto, nel 2000, che “la foiba di Monrupino è un eccesso della nostra storiografia che ha voluto creare una foiba in cui saranno stati buttati una dozzina o una ventina di soldati tedeschi”, che Ella sapeva benissimo, già prima della decisione di far chiudere le due voragini, che esse non contenevano resti mortali di italiani, uccisi solo perché italiani, ma ha voluto impedire che le operazioni di recupero di resti mortali inesistenti dimostrassero l’infondatezza delle accuse nei confronti delle forze armate jugoslave, accuse che sono servite per decenni come pretesto per negare alla minoranza linguistica e nazionale slovena quella tutela che, secondo le sentenze della Corte Costituzionale, le spettava fino dal 1° gennaio 1948. Sarebbe quindi auspicabile un Suo intervento per evitare che i lavori in corso sul monumento di Basovizza rendano non realizzabile il recupero delle salme da Lei a suo tempo promesso.
In attesa di un gentile riscontro porgiamo distinti saluti.


IL gruppo di AN aspetta tutti gli interessati in Via della Republica 150, alle ore 19.30.

Michele Arnoni
consigliere circoscrizione AN --> PdL
presidente Circolo Re Alarico

25.1.09

UN SECOLO FUTURISTA 1909 - 2009


Arte-Vita esplosiva. Italianità parossista. Antimuseo. Antiaccademia. Contro città morte. Splendore geometrico. Estetica della macchina. Caffè-concerto.Fisicofollia e serate futuriste. Immaginazione senza fili. Solidificazione dell’impressionismo. Lo spettatore nel centro quadro. Pittura astratta di suoni, rumori, odori, pesi e forze misteriose. Danza aera e teatro aereo…

Ecco alcune delle idee fondamentali che sostenevano il movimento artistico, politico e culturale costruito da Filippo Tommaso Marinetti e lanciato il 20 febbraio 1909 su “Le Figaro” di Parigi, attraverso la pubblicazione, come articolo di fondo di un Manifesto fondativo.

IL FUTURISMO, l’avanguardia di rottura con la tradizione flemmatica e la cultura della rinuncia, il modo di essere e vivere di artisti, ma anche dell’individuo in una società desiderosa di tensione ideale, che conosce diffusione e applicazione in tutta Europa, che vede esponenti impegnati in prima linea nella guerra, nell’arte, nella politica.
Il centenario del Manifesto, darà occasione per l’allestimento di mostre, convegni e feste in alcune città d’Italia ed europee.
A Cosenza, e forse in tutta la sua provincia, la prima iniziativa concreta in tal senso si basa sull’idea del gruppo dirigente del Circolo “Re Alarico”, rivolta alla creazione di un dibattito ed alla ricerca di spunti di approfondimento, di questa tematica culturale tutta italiana, di cui sicuramente andare fieri ed orgogliosi, di fronte l’Europa intera.
L’ospite di riguardo, il critico e giornalista, avvocato Luigi Tallarico, autore di numerosi saggi sul Futurismo, ha gentilmente offerto la sua disponibilità per animare un incontro-convegno, finalizzato, come tutte le iniziative del Circolo, a diffondere cultura e conoscenza, consapevolezza delle proprie origini e tradizioni

BERNARDINO TELESIO. A 500 ANNI DALLA NASCITA. UNA PROPOSTA


Il 2009 ricorre il cinquecentenario della nascita dell'illustre cosentino, il filoso Bernardino Telesio. Nell'intenzione del Circolo Re Alarico e del suo presidente, Michele Arnoni, lo stimolo e la realizzazione di un progetto che possa coinvolgere studenti ed esponenti del mondo culturale cosentino, uniti in un concorso-premio, con diverse sezioni e diversi premi.
Una manifestazione dedicata alla nostra citta', in onore di Telesio, che veda premiati i giovani migliori, i cui lavori possano essere valutati da una commissione di altro profilo.
La proposta, inoltrata al presidente ed ai consiglieri della terza circoscrizione (centro citta') è stata ampiamente condivisa ed ha trovato l'approvazione dell'assessore alla cultura del Comune ed altri esponenti del mondo associativo di Cosenza.
RassegnaStampa.Leggi
ArticoloStampa.Leggi
(nella foto: Piazza XV Marzo - statua di Telesio, tra il teatro Rendano e la Biblioteca Civica)

16.11.08

FORUM - COSENZA CITTA' DEI GIOVANI

Il circolo Re Alarico nei prossimi giorni presentera' l'iniziativa rivolta ai giovani di Cosenza, mediante la presenza sul territorio con gazebo e incontri pubblici, che vedra' la costruzione di un forum permanete di dibattito sulle problematiche e sulle proposte delle nuove generazioni. Attraverso l'ascolto di ragazzi e ragazze dai 16 anni in su, cercheremo di costruire una "visione" complessiva della nostra citta', che possa di seguito favorire un miglioramento della qualita' della vita e un maggiore senso di appartenenza alla propria comunita'. Il forum trovera' spazio sul sito del circolo, ma anche attraverso l'istituzione di un gruppo di lavoro che coinvolgera' ragazzi di tutti i quartieri. Tra le finalita', un concreto contributo allo svecchiamento della politica locale ed una maggiore partecipazione democratica per il costruendo PDL.BANDIERA-definitivo.pdf

6.11.08

CONTRO OGNI MURO


Il Parlamento italiano, con la legge 61 del 15 aprile 2005, ha istituito il Giorno della Libertà quale «ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo». In occasione di questa ricorrenza «vengono annualmente organizzate cerimonie commemorative ufficiali e momenti d'approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti».

Il 9 novembre 1989 cadeva il simbolo della Guerra Fredda, il simbolo della divisione dei popoli per antonomasia. Quel Muro, la cui realizzazione aveva avuto inizio il 13 agosto 1961 per evitare la fuga di migliaia di persone dal «paradiso socialista», aveva diviso non solo i berlinesi ma l'intera Europa, fragile e umiliata dopo la Seconda Guerra mondiale. In seguito ci sarebbe stata l'implosione dell'Urss e la caduta dei suoi regimi satellite. L'Europa di oggi vive il suo dopo-Guerra Fredda cercando di darsi una fisionomia politica e un ruolo in un mondo completamente cambiato. Nonostante i singoli Stati si mostrino ancora divisi nella difesa di vecchi privilegi economici e reminescenze di un antico splendore, il processo di progressiva unificazione è irreversibile.

In Italia, dove per nostra fortuna sessanta anni fa arrivarono gli americani e non i sovietici, si è sempre voluto coltivare una memoria storica parziale di quello che sono stati e hanno rappresentato i grandi regimi totalitari del ‘900. I crimini compiuti da chi si riconosceva nell'ideologia del socialismo reale venivano nascosti e poche voci libere avevano la possibilità e il coraggio di portarli alla conoscenza dei cittadini. Dopo la fine dell'URSS, ancora ai nostri giorni, coloro che hanno fatto politica nel Pci, coloro che sono cresciuti a pane e comunismo nelle istituzioni, nelle scuole, negli enti pubblici, non hanno ancora smesso di trafugare la verità storica. Una verità tanto semplice quanto cruda: tutti i totalitarismi sono nemici dell'umanità.

Come italiani, dovremmo imparare da altri popoli europei a rispettare la verità storica senza farci impaurire dai fantasmi del passato. Voglio riferirmi, in particolare, alla Polonia e alle nazioni baltiche che hanno vissuto sia l'occupazione nazista che quella comunista e per questo motivo hanno sviluppato un'equidistanza nei giudizi storici sui totalitarismi. Nella capitale lettone Riga, ad esempio, è presente un museo dell'occupazione in cui sono raccolti documenti, immagini, oggetti che raccontano la tragedia di 51 anni (1940-1991) di storia. In questo museo, come afferma anche la Presidente della Repubblica di Lettonia Vaira Vike-Freiberga in una toccante prefazione del libro dedicato ad esso, si vogliono raccontare i crimini sulla popolazione «compiuti da questi due regimi, affinché ciò possa essere trasmesso alle future generazioni, affinchè nulla di tutto questo possa ripetersi ancora sul suolo lettone».

L'istituzione del Giorno della Libertà non è importante solo perché festeggia la caduta del regime comunista sovietico e la fine della divisione delle genti europee, ma ha un valore tutto proiettato in avanti, nel futuro. Celebrare il 9 novembre ci aiuta a ricordare che l'Europa deve saper svolgere il proprio rinnovato ruolo politico in un periodo storico difficile, caratterizzato ancora dall'esistenza di totalitarismi e dal fondamentalismo islamico che vuole creare nuove barriere, nuovi giusti e nuovi infedeli, anteponendo le idee al valore della persona umana e al suo fondamentale bisogno di libertà. Poiché tutti i totalitarismi sono egualmente criminali e poiché noi italiani siamo europei questa ricorrenza deve avere la stessa dignità del 25 aprile.

20.9.08

VEDI NAPOLI E POI MUORI..


Anche Cosenza merita la sua parte...

12.9.08

OMAGGIO A EZRA POUND

E io amo vedere il sole levarsi rosso sangue.
E guardo le sue lance per il buio cozzare di armi
e mi riempie il cuore di gioia
e mi empie la bocca di una forte musica
quando lo vedo così sdegnare e sfidare la pace,
la sua forza solitaria alle grandi tenebre opporsi.

L'uomo che teme la guerra e s'accascia opponendosi
alle mie parole per la battaglia, non ha sangue vermiglio.
Adatto solo a marcire nella femminea pace
lungi da dove il valore ha vinto e le spade cozzano
per la morte di tal baldracche io gioisco;
sì, riempio tutta l'aria della mia musica.

23.8.08

Un magnifico appuntamento estivo - Iniziano gli incontri sul Tirreno

Una bella serata, quella organizzata con gli amici Beppe, Roberta e Vincenzo del gruppo Alarico. Ovviamente col supporto di Valeria, Maria, Carlo, Marialuisa, Luigi e Massimo. Giovedi' 21 agosto, nello scenario - inedito per gli eventi culturali a Belvedere Marittimo - della piazza del Santuario della Madonna delle Grazie, è intervenuto il gentile e sempre disponibile professore Martirano. Ringrazio Don Cono Araugio, parroco di Belvedere, con noi come esempio di impegno civile per una splendida cittadina che merita di piu'. Dal suo libro su Belloviderii, abbiamo tratto spunti per parlare di uomini e fatti del periodo aragonese. Quel periodo che lo storico Martirano ha giustamente delineato come fondamentale per la preparazione del Rinascimento dalle nostre parti. Un grazie agli amici di Radio Azzurra, per l'intervista e per il supporto tecnico che con grande professionalità ci hanno fornito. Inoltre la serata è stata impreziosita dal concerto del maestro Roberta Martellotta, che ha eseguito al pianoforte  musiche di Chopin, Beethoven e Bach. Gli intervenuti (oltre cento) hanno avuto modo di ascoltare le ragioni del sindaco della cittadina tirrenica, architetto Mauro D'Aprile, al quale abbiamo pubblicamente chiesto notizie sul meraviglioso Castello voluto da re Ferdinando d'Aragona nel 1490. Il monumento nazionale è sull'orlo di un crollo strutturale.
L'evento, con nuovi ospiti e nuovi argomenti, si ripeterà l'anno prossimo.

FOTO-1FOTO-2

6.6.08

Clandestinità e reato penale. Questioni di rapporti internazionali e profili giudiridi.

E' IN PIENO SVOLGIMENTO IL DIBATTITO POLITICO SULLA
PROPOSTA DEL GOVERNO RIGUARDO LA PREVISIONE DI UN
REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA (O DI INGRESSO
CLANDESTINO).OGGI I VERTICI DELL'ANM ESPRIMONO ALCUNE
PERPLESSITA' SULL'EVENTUALE INSERIMENTO NEL SISTEMA DI UN
REATO CHE POTREBBE APPESANTIRE IL SISTEMA
GIUDIZIARIO E CARCERARIO.
ALTRA QUESTIONE, DI CUI SI DISCUTERA' IN PARLAMENTO,
E' ATTINENTE AL MERITO E ALL'OPPORTUNITA', RISPETTO AI
PRINCIPI COSTITUZIONALI E QUELLI DERIVANTI DALLE NORME
INTERNAZIONALI SUI DIRITTI DELL'UOMO.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UNA PRIMA RIFLESSIONE DI UN
MEMBRO DEL CIRCOLO, NELL'AMBITO DI UN LIBERO SCAMBIO DI
OPINIONI:

Su La Gazzetta del SUD del 3.6.2008 ho letto che ONU e Vaticano sarebbero
contro il reato di clandestinità.
L’articolo ha provocato in me un notevole senso di fastidio specialmente per
le intromissioni della Chiesa cattolica nelle nostre questioni interne.
Non sono sufficienti i crimini commessi quotidianamente da immigrati
clandestini? Non sono, sufficienti gli stupri, le rapine, gli omicidi commessi
da questi“signori”e molte volte, troppe volte rimasti impuniti?Il Popolo Italiano
è stanco di vivere nell’insicurezza delle città, è stanco di non potere uscire
in tutta tranquillità,è stanco di aprire un giornale e leggere tanto
in fatti di cronaca nera.
Si potrà obiettare: ma anche italiani si macchiano di efferati delitti…è vero,
verissimo! Dunque già i delinquenti di Casa nostra bastano e avanzano non ne
servono altri, non ne vogliamo altri! Farebbe bene, la Chiesa cattolica, a
pensare a tutte le nefandezze che succedono in casa propria, a partire dagli
episodi di pedofilia insabbiati; farebbe bene, la Chiesa
cattolica, a guardare la trave all’interno del proprio occhio, prima
di guardare la pagliuzza all’interno dell’occhio altrui; farebbe
bene la Chiesa cattolica a ripulire se stessa invece che interessarsi di
affari che non sono di sua competenza..
Avv. Nino De Luca

27.5.08

Volontariato sostenibile

Segnaliamo a coloro i quali volessero contribuire a progetti di solidarietà, impegnando il 5*1000 del proprio IRPEF, l'associazione "Gianmarco De Maria", con sede a Cosenza e attiva per il sostegno morale dei bambini ospiti dei reparti di pediatria. Per info: www.gianmarcodemaria.it