16.11.08
FORUM - COSENZA CITTA' DEI GIOVANI
6.11.08
CONTRO OGNI MURO
Il Parlamento italiano, con la legge 61 del 15 aprile 2005, ha istituito il Giorno della Libertà quale «ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo». In occasione di questa ricorrenza «vengono annualmente organizzate cerimonie commemorative ufficiali e momenti d'approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti».
Il 9 novembre 1989 cadeva il simbolo della Guerra Fredda, il simbolo della divisione dei popoli per antonomasia. Quel Muro, la cui realizzazione aveva avuto inizio il 13 agosto 1961 per evitare la fuga di migliaia di persone dal «paradiso socialista», aveva diviso non solo i berlinesi ma l'intera Europa, fragile e umiliata dopo la Seconda Guerra mondiale. In seguito ci sarebbe stata l'implosione dell'Urss e la caduta dei suoi regimi satellite. L'Europa di oggi vive il suo dopo-Guerra Fredda cercando di darsi una fisionomia politica e un ruolo in un mondo completamente cambiato. Nonostante i singoli Stati si mostrino ancora divisi nella difesa di vecchi privilegi economici e reminescenze di un antico splendore, il processo di progressiva unificazione è irreversibile.
In Italia, dove per nostra fortuna sessanta anni fa arrivarono gli americani e non i sovietici, si è sempre voluto coltivare una memoria storica parziale di quello che sono stati e hanno rappresentato i grandi regimi totalitari del ‘900. I crimini compiuti da chi si riconosceva nell'ideologia del socialismo reale venivano nascosti e poche voci libere avevano la possibilità e il coraggio di portarli alla conoscenza dei cittadini. Dopo la fine dell'URSS, ancora ai nostri giorni, coloro che hanno fatto politica nel Pci, coloro che sono cresciuti a pane e comunismo nelle istituzioni, nelle scuole, negli enti pubblici, non hanno ancora smesso di trafugare la verità storica. Una verità tanto semplice quanto cruda: tutti i totalitarismi sono nemici dell'umanità.
Come italiani, dovremmo imparare da altri popoli europei a rispettare la verità storica senza farci impaurire dai fantasmi del passato. Voglio riferirmi, in particolare, alla Polonia e alle nazioni baltiche che hanno vissuto sia l'occupazione nazista che quella comunista e per questo motivo hanno sviluppato un'equidistanza nei giudizi storici sui totalitarismi. Nella capitale lettone Riga, ad esempio, è presente un museo dell'occupazione in cui sono raccolti documenti, immagini, oggetti che raccontano la tragedia di 51 anni (1940-1991) di storia. In questo museo, come afferma anche la Presidente della Repubblica di Lettonia Vaira Vike-Freiberga in una toccante prefazione del libro dedicato ad esso, si vogliono raccontare i crimini sulla popolazione «compiuti da questi due regimi, affinché ciò possa essere trasmesso alle future generazioni, affinchè nulla di tutto questo possa ripetersi ancora sul suolo lettone».
L'istituzione del Giorno della Libertà non è importante solo perché festeggia la caduta del regime comunista sovietico e la fine della divisione delle genti europee, ma ha un valore tutto proiettato in avanti, nel futuro. Celebrare il 9 novembre ci aiuta a ricordare che l'Europa deve saper svolgere il proprio rinnovato ruolo politico in un periodo storico difficile, caratterizzato ancora dall'esistenza di totalitarismi e dal fondamentalismo islamico che vuole creare nuove barriere, nuovi giusti e nuovi infedeli, anteponendo le idee al valore della persona umana e al suo fondamentale bisogno di libertà. Poiché tutti i totalitarismi sono egualmente criminali e poiché noi italiani siamo europei questa ricorrenza deve avere la stessa dignità del 25 aprile.
20.9.08
12.9.08
OMAGGIO A EZRA POUND
E guardo le sue lance per il buio cozzare di armi
e mi riempie il cuore di gioia
e mi empie la bocca di una forte musica
quando lo vedo così sdegnare e sfidare la pace,
la sua forza solitaria alle grandi tenebre opporsi.
L'uomo che teme la guerra e s'accascia opponendosi
alle mie parole per la battaglia, non ha sangue vermiglio.
Adatto solo a marcire nella femminea pace
lungi da dove il valore ha vinto e le spade cozzano
per la morte di tal baldracche io gioisco;
sì, riempio tutta l'aria della mia musica.
23.8.08
Un magnifico appuntamento estivo - Iniziano gli incontri sul Tirreno
L'evento, con nuovi ospiti e nuovi argomenti, si ripeterà l'anno prossimo.
6.6.08
Clandestinità e reato penale. Questioni di rapporti internazionali e profili giudiridi.
E' IN PIENO SVOLGIMENTO IL DIBATTITO POLITICO SULLA
PROPOSTA DEL GOVERNO RIGUARDO LA PREVISIONE DI UN
REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA (O DI INGRESSO
CLANDESTINO).OGGI I VERTICI DELL'ANM ESPRIMONO ALCUNE
PERPLESSITA' SULL'EVENTUALE INSERIMENTO NEL SISTEMA DI UN
REATO CHE POTREBBE APPESANTIRE IL SISTEMA
GIUDIZIARIO E CARCERARIO.
ALTRA QUESTIONE, DI CUI SI DISCUTERA' IN PARLAMENTO,
E' ATTINENTE AL MERITO E ALL'OPPORTUNITA', RISPETTO AI
PRINCIPI COSTITUZIONALI E QUELLI DERIVANTI DALLE NORME
INTERNAZIONALI SUI DIRITTI DELL'UOMO.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UNA PRIMA RIFLESSIONE DI UN
MEMBRO DEL CIRCOLO, NELL'AMBITO DI UN LIBERO SCAMBIO DI
OPINIONI:
Su La Gazzetta del SUD del 3.6.2008 ho letto che ONU e Vaticano sarebbero
contro il reato di clandestinità.
L’articolo ha provocato in me un notevole senso di fastidio specialmente per
le intromissioni della Chiesa cattolica nelle nostre questioni interne.
Non sono sufficienti i crimini commessi quotidianamente da immigrati
clandestini? Non sono, sufficienti gli stupri, le rapine, gli omicidi commessi
da questi“signori”e molte volte, troppe volte rimasti impuniti?Il Popolo Italiano
è stanco di vivere nell’insicurezza delle città, è stanco di non potere uscire
in tutta tranquillità,è stanco di aprire un giornale e leggere tanto
in fatti di cronaca nera.
Si potrà obiettare: ma anche italiani si macchiano di efferati delitti…è vero,
verissimo! Dunque già i delinquenti di Casa nostra bastano e avanzano non ne
servono altri, non ne vogliamo altri! Farebbe bene, la Chiesa cattolica, a
pensare a tutte le nefandezze che succedono in casa propria, a partire dagli
episodi di pedofilia insabbiati; farebbe bene, la Chiesa
cattolica, a guardare la trave all’interno del proprio occhio, prima
di guardare la pagliuzza all’interno dell’occhio altrui; farebbe
bene la Chiesa cattolica a ripulire se stessa invece che interessarsi di
affari che non sono di sua competenza..
Avv. Nino De Luca
27.5.08
6.5.08
La sanità privata schiacciata dalla pubblica inefficienza
PER IL RILANCIO DEL NOSTRO CENTRO STORICO

Il circolo Re Alarico sta organizzando iniziative di sensibilizzazione per invertire la rotta sulle politiche riguardanti il centro storico di Cosenza, o meglio le non-politiche. L'inaugurazione del circolo, organizzata per il febbraio scorso, non a caso si è svolta nella meravigliosa cornice di Palazzo Compagna. Nel nostro primo incontro ci siamo riuniti nella Casa delle Culture e abbiamo discusso del mito di Alarico, grazie al prezioso apporto del professor Coriolano Martirano. Il 18 aprile, nella sala consiliare della Terza Circoscrizione, alla presenza di molti amici, del presidente Farina e di alcuni consiglieri della Quarta Circoscrizione, abbiamo avuto l'onore di ascoltare l'architetto Fulvio Terzi, in merito alla storia di alcuni luoghi che hanno rappresentanto le istituzioni e il potere a Cosenza. Siamo lieti dell'interessamento di molti cittadini e della stampa locale, ma anche delle iniziative che altri circoli vogliono intraprendere, seguendo un percorso che nessuno prima di noi aveva avviato a Cosenza nell'ambito della nostra area politica. A breve renderemo note le prossime attivita' riguardanti le prospettive di recupero del centro storico, ma anche di altri quartieri di Cosenza che non hanno subito lo scempio urbanistico di epoche recenti.
Nella foto: l'architetto Fulvio Terzi nel corso dell'incontro organizzato dal circolo Re Alarico
10.4.08
Storia di ordinaria e tragica quotidianità. Cosenza e lo zoo di Berlino
Credevo che certe cose si vedessero solo nei film o comunque in luoghi degradati e lontani dai nostri occhi. In cinque anni di Università a Roma non mi è mai capitato di vedere gente che si bucasse in mezzo alla strada; certo, sarà stato un caso, ma la cosa terribile è che, una volta tornata nella mia città, vedere delle persone che "si fanno le pere" è diventata una realtà con la quale mi sto scontrando sempre più spesso, anche in pieno giorno e praticamente al centro della città. Ieri sera, per esempio, verso le 21 e 30, ero con una mia amica nella villetta nella zona di Via delle Medaglie d'Oro; avevamo portato fuori i cani, quando arrivano due ragazzi che, frettolosamente e con evidente smania, si preparano la loro "dose", per poi finalmente darsi il tanto agognato sballo. Il punto al quale voglio arrivare è che la nostra città (e soprattutto il quartiere nel quale, si sappia, risiede anche il nostro sindaco) è diventato un posto pericoloso, nel quale bisogna stare sempre con gli occhi sgranati a guardarsi le spalle, e dove raramente vedo le forze dell'ordine controllare e pattugliare (quello lo fanno solo su corso Mazzini a volta anche con quattro o cinque volanti diverse che passano ogni dieci minuti). Comunque, non perdo le speranze che le cose cambino, nel frattempo esco con la scorta (perdonatemi la nota ironica ma qui "non ci resta che piangere"). V.Q.
8.4.08
Quale Giustizia ci aspetta?
Sanità, Istruzione, Giustizia. Sono questi i pilastri su cui si dovrebbe ergersi uno Stato civile di Diritto.Tralasciando, almeno per il momento, l’Istruzione e
Avv. Antonino De Luca
Circolo Re Alarico
1.4.08
GIOVANI E MAL DI VIVERE. Una riflessione
LETTERA PUBBLICATA SU "IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA" del 31/03/2008.
A cura di: Stefano Batacchi Fagiani
In un Paese come il nostro, le famiglie vivono, mediamente, in uno stato di discreto benessere, immerse, come sono, in un mare di automobili, motorini, televisioni, computer, cellulari, videogiochi. In questo marasma di patinato lucido, di pubblicità, si finisce per essere confusi nei valori, il benessere innanzi tutto, per poter avere il capo in più firmato oggi si è disposti a prostituirsi, in questo vuoto di valori attecchisce una nuova malattia il ‘mal di vivere’. Anche la famiglia che dovrebbe essere l’unico lungo possibile dove essere felici, curati, protetti, ha abdicato al suo ruolo autoritario e formativo dell’individuo che viene abbandonato alle cose e nelle cose, e quindi non controllato, tanto meno limitato in alcun modo; possono studiare a lungo, ritardando a loro piacimento l'ingresso nel mondo del lavoro, praticano sport, viaggiano, hanno rapporti agevolati con l'altro sesso per cui anche da questo punto di vista sono largamente appagati. Sembra la ricetta della felicità! E invece non è così, in questo nuovo Paese di Bengodi, cresce un “mal di vivere” che era pressoché sconosciuto ai giovani delle generazioni dei nostri nonni, che non possedevano quasi nulla, vivevano in un ambiente sociale povero, autoritario e fortemente impositivo e non avevano certo di fronte a loro grandi prospettive e facili successi. Eppure erano pieni di entusiasmi e voglia di vivere. Viene allora il sospetto che i giovani siano, in realtà più fragili, oggi di allora, poveri di spirito e di sentimenti forti, privi di tradizioni da amare e da rispettare, senza nessun rapporto con il passato incapaci di comprendere e di accettare le ingiustizie del mondo, che appare privo di valori morali e capace solo di offrire modelli di consumo sfrenato. D'altronde si è ormai creato un mondo meccanico, pieno di tecnologie sofisticate, ma privo di qualsiasi altro fine che non sia quello di condurre un’esistenza più comoda ed appariscente possibile. Un mondo di personaggi, che ha un unico scopo: guadagnare, ad ogni costo, sempre più denaro per poter comprare sempre più cose, spesso inutili; un mondo senza più dignità né orgoglio, dove violenza, arroganza e sopraffazione hanno largamente soppiantato le vecchie e nobili virtù “borghesi” della tolleranza, della pazienza, della modestia e dell'onestà.
Sarà che nessuno cerca più di trasmetterci quei valori di un tempo, che pur con i loro limiti e talvolta le loro degenerazioni, davano pur sempre un significato alla vita: lo spirito religioso, la fede, l'amore per
Il nostro mondo tecnologico è senz’anima, né cultura, non c'è neanche più una cultura nazionale, tutto è spersonalizzato, è globale! Ed allora come meravigliarsi che ci si ammali, di “mal di vivere” fino a morire? E' un dato acquisito che il numero dei suicidi nei giovani in età inferiore ai 24 anni è aumentato a dismisura; la depressione colpisce il 10% dei ragazzi ed il 40% di questi finisce preda di droghe; il 10% delle ragazze soffre di disturbi del comportamento alimentare. Facile chiamarli codardi, facile dire che non erano in grado di sopportare nulla, davvero molto facile condannarli, ma chi è che non ha mai pensato, anche solo lontanamente di togliersi la vita, come facile via di scampo alle difficoltà, piccole, grandi, insormontabili, ma chi non ci ha mai pensato? Ci si sente sempre più soli, la solitudine è forse il male del secolo, perché se da un lato abbiamo tutto quello che serve per la comunicazione, dall'altro ci sentiamo spesso abbandonati e vittime di questa pazza corsa verso non si sa chi o che cosa: vuoi la bellezza estetica, vuoi la carriera, vuoi i meriti da conquistarsi, per essere magari scavalcati da chi ha il c.d. santo in paradiso. E allora, molti stanchi di lottare e sopravvivere chiedono a Colui che ha dato la vita di dargli la forza per togliersela. Si vive sempre di più in un mondo pieno di televisione, amicizie virtuali, mondi fantasiosi, luoghi freddi in cui è la mente ad esercitarsi anzichè il cuore. Motivi che portano al suicidio ce ne sono moltissimi, c'è chi lascia lettere, chi chiede scusa, chi va via in silenzio, forse sperando che nessuno se ne accorga, così, senza dar fastidio. Spesso poi ci si toglie la vita per delusioni affettive, e così un sentimento così bello come l'amore porta via alla vita tante giovani vite, perché lo sconforto una sera ha prevalso sulla gioia di vivere. Così anche un ribelle, pieno di luce e vita, con il mondo ai piedi, in una fredda sera in cui la primavera ha deciso di nascondersi, e il mare è fosco ed increspato, perde le priorità, smarrisce il filo degli affetti, non riesce a vedere i giusti valori, si sente forse incompreso e solo. Mentre il cuore si gonfia in petto, e monta la sfiducia nella vita e negli uomini, un ragazzo bene, al quale secondo molti non poteva mancare nulla, ha deciso di togliersi la vita e rinunciare per sempre a crearsi una vita propria, a far volare i propri sogni! È proprio così: il mal di vivere dilaga ormai in tutte le famiglie, in tutti i gruppi, in tutta la società, deve essere vinto dalla consapevolezza che la vita è una, e come tale va vissuta appieno, ma soprattutto va rispettata in quanto dono. Ma ci sono notti, bagnate dal caldo di pensieri foschi e malinconici, in cui la mente comincia a vagare da sola nei reconditi dell'essere a cercare di carpire i segreti della vita. Sono notti, in cui se la gioia di vivere non prende il sopravvento, il pensiero sciolto da pregiudizi e morali, vaga libero, spazia nell'inconscio, in quel dolce e pigro veleggiare che l'accogliente oceano della melanconia sa offrire, sono queste le notti che vorresti finissero interrotte da una telefonata, una visita nel cuore della notte, da un abbraccio, perché hai bisogno di non cadere nel baratro, nel buio della disperazione, hai bisogno di trovare conferme, motivi per tornare a combattere, ragioni di vita!
"Della vita non si deve buttare via nulla", mi ripeteva un tempo un maestro di vita come Giovanni Fragale "ogni cosa ha del buono in se", poi si lanciava senz'altro freno, in una delle sue divertenti e paradossali similitudini dell'esistenza ‘come del maiale non si scarta nulla, anche ciò che all’inizio provoca ribrezzo, perché dunque della vita non si devono apprezzare anche le cose brutte, tutto serve ad esperienza’. Vedendomi ancora triste, ma curioso di quelle frasi dai suoi folti baffi continuava nel suo volo, ripetendomi qualcosa del tipo non si apprende soprattutto dalle cose brutte!? Ebbene l'esperienza è la ricetta, che fa del brutto e del dramma, il bello e il saporito, la panacea, la scusa per accettare, tutto ciò che la vita ci propone. Oggi sono più grande, vivo diversamente gli imprevisti gli ostacoli di questo cammino chiamato vita! Pur ricordando l’opportunità di quelle chiacchierate, con quell’uomo grande che sapeva di antico e opportuno, mentre spiegava le ansie della solitudine. Oggi inneggio alla vita, alla gioia, al canto stonato, alla danza sfrenata, al vino al buon cibo, alle donne, agli amici, godo di preziosi attimi, sperando che dopo ogni conquista ne giungano altri, ma non dispero, se nell'attesa di un attimo per cui vale la pena esistere ed un altro, vi s'intramezzano anche momenti di profondo sconforto o dolore, gioisco anche di questi, perché sono flebili e destinanti a sparire, senza lasciare traccia alcuna, oggi sono più forte, ma nella mia notte oscura, io ho ricevuto la visita di un uomo burbero che affrontava le difficoltà sorridendo sotto i suoi folti baffi. Mi auguro che lì dove ora è, possa spiegare anche a Paolo con uno dei suoi paradossi il vero senso di un sorriso.
20.3.08
Due appelli al capo del governo cinese

Ecco cosa propone di scrivere Amnesty International al presidente della repubblica cinese:
Eccellenza,
Egregio Presidente,
siamo sostenitori di Amnesty International, un’organizzazione non governativa che lavora in maniera imparziale in difesa dei diritti umani dal 1961.
Vi esortiamo a rilasciare 15 monaci (Samten, Trulku Tenpa Rigsang, Gelek Pel, Lobsang, Lobsang Thukjey, Tsultrim Palden, Lobsher, Phurden, Thupdon, Lobsang Ngodup, Lodoe, Thupwang, Pema Garwang, Tsegyam e Soepa), così come tutte le altre persone arrestate per aver esercitato pacificamente il loro diritto alla libertà di espressione, associazione e riunione.
Vi esortiamo inoltre a rendere pienamente conto delle persone arrestate durante le manifestazioni, assicurando che i detenuti non siano torturati né maltrattati, abbiano accesso ad avvocati e a cure mediche, siano portati di fronte a un tribunale imparziale e sia data loro la possibilità di contestare la detenzione.
Vi chiediamo di garantire che le persone incriminate siano accusate di reati internazionalmente riconosciuti e processate secondo gli standard internazionali sui processi equi.
Vi chiediamo inoltre di concedere ai giornalisti e ad altri osservatori indipendenti accesso completo e privo di impedimenti al Tibet e alle aree limitrofe e di consentire un’indagine indipendente delle Nazioni unite sugli eventi della settimana scorsa, accordando l’accesso ai luoghi ove sono avvenuti gli scontri, ai testimoni e ai detenuti e garantendo che tale accesso sia consentito agli osservatori indipendenti, tra cui i giornalisti e le organizzazioni non governative per i diritti umani.
Vi ringraziamo per l’attenzione.
DA INVIARE PER POSTA A:
President of the People’s Republic of China
HU Jintao Guojia Zhuxi
The State Council General Office
2 Fuyoujie, Xichengqu
OPPURE SI PUO' INOLTRARE QUEST'ALTRO APPELLO ALL'AMBASCIATORE:
Sig. Ambasciatore Dong Jinyi
Ambasciata Cinese
Via Bruxelles, 56
00198 Roma Italia
Fax 0039 06 85352891
Oggetto: Libertà per il Popolo Tibetano
esprimiamo la nostra preoccupazione per gli incresciosi fatti che stanno accadendo a Lhasa in Tibet
con la feroce e ingiustificata repressione di manifestanti pacifici che chiedono il giusto riconoscimento
del loro diritto all'Autonomia nella loro patria e terra Tibetana.
Chiediamo che la repressione cessi e che si apra un dialogo con le popolazioni locali per il riconoscimento
dei loro diritti di vivere in pace e per il rispetto della loro cultura e tradizione.
DA INVIARE VIA EMAIL A:
chinaemb_it@mfa.gov.cn
13.3.08
Nuovo appuntamento culturale
11.3.08
7.3.08
Ottimo inizio ufficiale
Constato con una punta di amarezza l'assenza di altri giovani (e giovanili) del partito di an, nonostante fossero tutti stati invitati. Sara' il momento di confusione o saranno altri motivi che comunque mi inducono a pensare che dobbiamo continuare cosi', siamo bravi! In fondo dovremo distinguerci, ed essere impareggiabili, per l'amore verso la nostra citta', guardando avanti senza badare alle begucce partitiche tanto dannose finora. E poi, visto l'affiatamento del gruppo penso ci siano buone prospettive di far valere le nostre idee e proposte. Il senso di aver intitolato il circolo al re dei Goti forse stasera è venuto fuori: in fondo i giovani di oggi e' come se rappresentassero un popolo alla ricerca di collocazione, quasi sospeso tra i dinosauri delle classi dirigenti e l'ignoto del futuro, di cui si ha troppo spesso paura. Dovremmo prendere piu' coraggio, impadronirci del mondo!
OK, a breve farei la prossima riunione, in cui vorrei portassimo una serie di proposte su cui lavorare, pianificando periodi e modalita'.
6.3.08
La nostra sede
Parliamone..



