
Ecco cosa propone di scrivere Amnesty International al presidente della repubblica cinese:
Eccellenza,
Egregio Presidente,
siamo sostenitori di Amnesty International, un’organizzazione non governativa che lavora in maniera imparziale in difesa dei diritti umani dal 1961.
Vi esortiamo a rilasciare 15 monaci (Samten, Trulku Tenpa Rigsang, Gelek Pel, Lobsang, Lobsang Thukjey, Tsultrim Palden, Lobsher, Phurden, Thupdon, Lobsang Ngodup, Lodoe, Thupwang, Pema Garwang, Tsegyam e Soepa), così come tutte le altre persone arrestate per aver esercitato pacificamente il loro diritto alla libertà di espressione, associazione e riunione.
Vi esortiamo inoltre a rendere pienamente conto delle persone arrestate durante le manifestazioni, assicurando che i detenuti non siano torturati né maltrattati, abbiano accesso ad avvocati e a cure mediche, siano portati di fronte a un tribunale imparziale e sia data loro la possibilità di contestare la detenzione.
Vi chiediamo di garantire che le persone incriminate siano accusate di reati internazionalmente riconosciuti e processate secondo gli standard internazionali sui processi equi.
Vi chiediamo inoltre di concedere ai giornalisti e ad altri osservatori indipendenti accesso completo e privo di impedimenti al Tibet e alle aree limitrofe e di consentire un’indagine indipendente delle Nazioni unite sugli eventi della settimana scorsa, accordando l’accesso ai luoghi ove sono avvenuti gli scontri, ai testimoni e ai detenuti e garantendo che tale accesso sia consentito agli osservatori indipendenti, tra cui i giornalisti e le organizzazioni non governative per i diritti umani.
Vi ringraziamo per l’attenzione.
DA INVIARE PER POSTA A:
President of the People’s Republic of China
HU Jintao Guojia Zhuxi
The State Council General Office
2 Fuyoujie, Xichengqu
OPPURE SI PUO' INOLTRARE QUEST'ALTRO APPELLO ALL'AMBASCIATORE:
Sig. Ambasciatore Dong Jinyi
Ambasciata Cinese
Via Bruxelles, 56
00198 Roma Italia
Fax 0039 06 85352891
Oggetto: Libertà per il Popolo Tibetano
esprimiamo la nostra preoccupazione per gli incresciosi fatti che stanno accadendo a Lhasa in Tibet
con la feroce e ingiustificata repressione di manifestanti pacifici che chiedono il giusto riconoscimento
del loro diritto all'Autonomia nella loro patria e terra Tibetana.
Chiediamo che la repressione cessi e che si apra un dialogo con le popolazioni locali per il riconoscimento
dei loro diritti di vivere in pace e per il rispetto della loro cultura e tradizione.
DA INVIARE VIA EMAIL A:
chinaemb_it@mfa.gov.cn


