
20.12.09
20 Dicembre 2009: raccolta doni per i bimbi. Gazebo nel centro citta'
Anche quest'anno abbiamo stimolato piccole donazioni e raccolto materiale che sara' consegnato in alcuni istituti che ospitano bimbi svantaggiati.


30.11.09
Presentazione del libro "La Fiaccola Tricolore" di Fabrizio Tatarella - Cosenza 28 novembre 2009
Per la prima volta in Calabria, giorno 28 novembre 2009, il circolo Re Alarico ospita Fabrizio Tatarella per la presentazione del suo libro "La Fiaccola Tricolore".
Presentato in tutta Italia, al fianco di uomini politici come Fini, Alemanno, Gapsarri e La Russa, anche a Cosenza, presso il caffè letterario dell'Hotel Excelsior, il gruppo di soci del circolo ed i dirigenti del PDL presenti all'incontro, hanno ascoltato il racconto dell'autore.
Con la partecipazione del consigliere regionale Franco Morelli e dei giovani dirigenti di Cosenza e Rende, si è tenuto un dibattito sereno, di prospettiva e di stimolo per meglio operare e piu' impegnarsi nella politica.
21.11.09
UN GIORNO DI PACIFICAZIONE A COSENZA
Finalmente l'amministrazione comunale di Cosenza ha deciso di re-intitolare ufficialmente la Piazza antistante l'Acquedotto del Merone a Michele Bianchi, ministro ed attivista politico calabrese, protagonista della prima fase del Ventennio fascista.
Michele Bianchi, quale Ministro dei Lavori Pubblici e cofondatore del fascismo (fu prima sindacalista e giornalista), impresse una svolta alle opere pubbliche calabresi ed espresse una forte vicinanza alle genti disagiate ed ai bisogni di riscatto della sua terra.
Fu tra i politici locali a spingere con maggiore attenzione l'interesse verso la provincia di Cosenza e ad attivare i finanziamenti necessari per modernizzare il territorio.
Tra le opere piu' importanti, finanziate dall governo centrale, l'Acquedotto del Merone, che fu costruito dopo la morte di Bianchi in due anni a Cosenza, sotto la vigilanza e l'operosita' dell'allora podesta' del capoluogo, Tommaso Arnoni, da subito in stretto contatto col ministro e protagonista di un decennio di modernizzazione per la citta'.
Arnoni, già impegnato e conosciuto politicamente a Cosenza, fu fortemente voluto da Bianchi alla guida della città, tanto che lo stesso Mussolini accetto' il programma che l'avvocato cosentino gli sottoposte personalmente.
Dal 1926 al 1936 la città di Cosenza prese forma come centro moderno e funzionale, con quartieri e opere ancora ampiamente utilizzati dalla collettivita': La zona di Piazza Cappello, Viale Trieste, le ville, i giardini, la scalinata del leoni, l'Ospedale Civile (di cui Arnoni fu il primo presidente), la biblioteca civica. In pochi anni, grazie all'impulso di Bianchi e Arnoni, furono spesi 22 milioni di lire in favore della comunita', tutti fino all'ultimo centesimo.
L'Acquedotto, di fattura esemplare e di durata e potenza notevoli, serviva un bacino di utenza di oltre 30.000 persone e rappresento' una vera e propria svolta per il territorio, capace di coprire il fabbisogno di 200000 utenti.
Ancora oggi, la rete idrica cosentina è quella dell'epoca.
A Bianchi, con deliberazione consiliare, nel 1993 venne intitolata questa piazza, su richiesta e proposta del consigliere comunale Sergio Nucci.
Dopo molti anni, ancora non si era provveduto all'apposizione ufficiale della targa col nome dell'illustre calabrese originario di Malito, ragione per cui, con alcuni interventi di militanti della destra cosentina si era addirittura arrivati ad una istallazione artiginale della targa.
Sabato 21 novembre la targa sara' ufficialmente apposta, con la presenza del sindaco di Cosenza, grazie alle pressioni ed alle interrogazioni del consigliere comunale Sergio Nucci, degli ex circoli cittadini di AN "Giulio Adimari" e "Compagnia dell'Anello" e del consigliere di circoscrizione PdL Michele Arnoni.
A Bianchi, a prescindere dalle ideologie e la deriva del fascismo, bisogna tributare una infaticabile operosita' e fattivita' per i territori dal quale proveniva, che possono ancora oggi costituire un esempio.
UN esempio di virtu' morali e di filiera istituzionale tra governo centrale ed amministratori locali.
Bianchi mori' povero e, cosi' come nel caso di Arnoni, nessun addebito, civile e penale, pote' essere riscontrato ed elevato, in sede di sanzioni giuridiche e morali contro il fascismo, attese le doti etiche, le capacita' politiche e l'attenzione per le popolazioni.
Soprattutto furono valutati gli ampi e duraturi risultati conseguiti nel solo interesse della comunita'. Risultati utili ancora oggi, in termini di prospettive urbanistiche, opere pubbliche, assetto del territorio.
Bianchi mori' giovane, nel 1930, e non partecipo' direttamente alle nefaste politiche che portarono l'Italia in guerra.
La piazza a lui intitolata si trova alla conclusione della via dedicata a Tommaso Arnoni, eletto deputato insieme a lui, nel 1924.
Il nostro circolo culturale è sempre favorevole agli eventi che favoriscono la tutela della memoria storica della comunità.
Nella foto la centrale dell'Acquedotto ed una immagine di Bianchi ed Arnoni in un comizio del 1927, in Piazza Prefettura, a Cosenza.
23.10.09
24 OTTOBRE 2009 - Manifestazione ad Amantea

Nell'ultima riunione del direttivo del circolo culturale "Re Alarico" si è deliberato di aderire alla manifestazione organizzata dal comitato civico "Natale De Grazia" di Amantea . L'invito alla partecipazione popolare, vuole testimoniare una volontà comune e non divisa da schieramenti politici, con l'unico scopo di ottenere effettiva sollecitazione verso le istituzioni locali e nazionali per fare chiarezza sulla terribile vicenda dello smaltimento di rifiuti pericolosi in Calabria. I cittadini calabresi, in primis coloro che ricoprono o hanno ricoperto incarichi istituzionali, devono avere il coraggio di denunciare e riportare alla luce tutte le malefatte che hanno deturpato il nostro territorio ed attentato in modo barbaro alla salute dei cittadini. Queste manifestazioni, ad avviso del direttivo del circolo, rappresentano uno stimolo in piu' per chi, in futuro, deve avere il coraggio individuale e collettivo di reagire, per avviare un lungo e tortuoso percorso di bonifica ambientale dei nostri territori, affossati da una politica locale collusa ed incapace."
direttivo Circolo "Re Alarico" - Cosenza
6.9.09
4.8.09
6.5.09
CONCORSO CANORO "CENTO PICCOLE VOCI" - manifestazione per la solidarietà
L’associazione CTG OPS! con la collaborazione del Circolo Culturale ‘FUEGO’ di Rende e con il nostro circolo, organizza una manifestazione che vedrà coinvolti giovani e bambini in un concorso canoro con relativa premiazione. In occasione dell'evento, per il quale sarà concesso il patrocinio della terza circoscrizione di Cosenza, verrano raccolto fondi e materiale utile per l'Istituto Santa Maria delle Vergini a Cosenza.
Ecco il bando del concorso:
BANDO CONCORSO CANORO ‘CERTE PICCOLE VOCI’
V edizione (anno 2009)
1. L’associazione CTG OPS!, con la collaborazione del Circolo Culturale ‘FUEGO’ di Rende e del Circolo ‘Re Alarico’ di Cosenza, e con il patrocinio del Comune di Marano Principato organizza la V edizione del Festival Canoro ‘Certe Piccole Voci’.
2. La V edizione, per la prima volta nella storia della manifestazione, sarà aperta anche agli over 14 e avrà un’impronta concorsuale
3. Al concorso possono iscriversi professionisti e non che abbiamo un età compresa tra 5 e 30 anni residenti nei Comuni della Provincia di Cosenza
4. L’iscrizione al concorso è GRATUITA;
5. Qualora il numero degli iscritti sia superiore al numero massimo ammesso per ciascuna categoria, accederanno alla serata finale solo gli iscritti che avranno superato le selezioni;
6. I partecipanti che supereranno le selezioni saranno divisi in 3 categorie : Fuori concorso, 13-17 anni, 18-30 anni
7. Categoria FUORI CONCORSO: i bambini con età compresa tra 5 e 13 anni apparterranno alla categoria Fuori Concorso.
a) I bambini che potranno partecipare alla serata finale dovranno essere massimo 15;
b) Qualora il numero di iscritti superi il numero massimo di partecipanti previsti dal bando, l’organizzazione si riserva la facoltà di invitare i bambini a unirsi per cantare in coppia;
c) Ciascun elemento di questa categoria verrà premiato con una coppa o medaglia ricordo della manifestazione;
d) I bambini di questa categoria saranno preparati alla serata finale con prove a cadenza bisettimanale dai volontari dell’associazione organizzatrice presso il Centro Sociale ‘C. Baccelli’ di Marano Principato;
e) I partecipanti potranno scegliere la canzone con la quale esibirsi consultando la lista messa a disposizione dall’organizzazione;
f) Qualora lo ritenga necessario, l’organizzazione può decidere di inserire canzoni non presenti nella lista;
8. Categoria 14-17 anni
a) Rientrano in questa categoria i ragazzi che al momento dell’iscrizione hanno compiuto 13 anni e quelli che non hanno ancora compiuto il 18esimo anno di età;
b) Alla serata finale, per questa categoria, il numero massimo di partecipanti previsto è 5 (cinque);
c) I ragazzi che una volta iscritti saranno ammessi alla serata finale potranno scegliere liberamente il testo da interpretare l’importante è che non coincida con uno di quelli scelti dai bambini della categoria ‘Fuori Concorso’;
d) Qualora il testo sia offensivo o non idoneo alla manifestazione, l’organizzazione si riserva la facoltà di cambiare il pezzo;
e) I ragazzi di questa categoria saranno così premiati:
- 1° Premio: trofeo + incisione di un pezzo non inedito in una sala di registrazione
- 2° Premio: trofeo
- 3° Premio: trofeo
f) Qualora i partecipanti lo ritengano necessario, possono chiedere all’organizzazione di seguirli nella preparazione del brano scelto;
9. Categoria 18-30 anni
a) Rientrano in questa categoria i ragazzi che al momento dell’iscrizione hanno compiuto 18 anni e quelli che non hanno ancora compiuto il 30esimo anno di età;
b) Alla serata finale, per questa categoria, il numero massimo di partecipanti previsto è 5 (cinque);
c) I ragazzi che una volta iscritti saranno ammessi alla serata finale potranno scegliere liberamente il testo da interpretare l’importante è che non coincida con uno di quelli scelti dai bambini della categoria ‘Fuori Concorso’ e dai ragazzi della categoria ’15-17 anni’;
d) Qualora il testo sia offensivo o non idoneo alla manifestazione, l’organizzazione si riserva la facoltà di cambiare il pezzo;
e) I ragazzi di questa categoria saranno così premiati:
- 1° Premio: trofeo + incisione di un pezzo non inedito in una sala di registrazione
- 2° Premio: trofeo
- 3° Premio: trofeo
f) Qualora i partecipanti lo ritengano necessario, possono chiedere all’organizzazione di seguirli nella preparazione del brano scelto
10. Il concorso prevede due uscite: la prima è stata fissata orientativamente il 10 Luglio 2009 nella zona centrale del Comune da Cosenza; la seconda sarà in piazza a Marano Principato orientativamente il 25 Luglio 2009.
11. i Partecipanti dovranno assicurare la presenza ad entrambe le serate;
12. TEMPI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE AL CONCORSO
a) Il bando di partecipazione sarà divulgato entro inizio Maggio 2009;
b) Il termine ultimo per l’iscrizione è fissato per il 25 Maggio 2009 e sarà possibile iscriversi nei seguenti modi:
- mezzo mail all’indirizzo info@ctgops.it oppure simonaruffolo@hotmail.it specificando nell’oggetto ‘Iscrizione al concorso canoro’ e allegando all’e-mail un file word contenente le anagrafiche, contatti, una breve presentazione personale e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali;
- per contatto telefonico al numero 3477438022;
13. Il primo incontro con gli iscritti avverrà lunedì 25 Maggio 2009 alle ore 20.00 presso il Centro Sociale ‘C. Baccelli’di Marano Principato;
14. Qualora gli iscritti superino il numero massimo di partecipanti previsto per ciascuna categoria, successivamente all’incontro del 25/05/09 verrà stabilita una data per le selezione;
15. L’organizzazione si riserva di cambiare le categorie, il numero di partecipanti e le date e luoghi delle serate in fase di preparazione della manifestazione;
16. Il presente bando e il modulo per l’iscrizione sono disponibili sui siti internet www.comune.maranoprincipato.cs.it , www.ctgops.it e www.circolorealarico.it e presso l’ufficio anagrafe del Comune di Marano Principato.
Ecco il bando del concorso:
BANDO CONCORSO CANORO ‘CERTE PICCOLE VOCI’
V edizione (anno 2009)
1. L’associazione CTG OPS!, con la collaborazione del Circolo Culturale ‘FUEGO’ di Rende e del Circolo ‘Re Alarico’ di Cosenza, e con il patrocinio del Comune di Marano Principato organizza la V edizione del Festival Canoro ‘Certe Piccole Voci’.
2. La V edizione, per la prima volta nella storia della manifestazione, sarà aperta anche agli over 14 e avrà un’impronta concorsuale
3. Al concorso possono iscriversi professionisti e non che abbiamo un età compresa tra 5 e 30 anni residenti nei Comuni della Provincia di Cosenza
4. L’iscrizione al concorso è GRATUITA;
5. Qualora il numero degli iscritti sia superiore al numero massimo ammesso per ciascuna categoria, accederanno alla serata finale solo gli iscritti che avranno superato le selezioni;
6. I partecipanti che supereranno le selezioni saranno divisi in 3 categorie : Fuori concorso, 13-17 anni, 18-30 anni
7. Categoria FUORI CONCORSO: i bambini con età compresa tra 5 e 13 anni apparterranno alla categoria Fuori Concorso.
a) I bambini che potranno partecipare alla serata finale dovranno essere massimo 15;
b) Qualora il numero di iscritti superi il numero massimo di partecipanti previsti dal bando, l’organizzazione si riserva la facoltà di invitare i bambini a unirsi per cantare in coppia;
c) Ciascun elemento di questa categoria verrà premiato con una coppa o medaglia ricordo della manifestazione;
d) I bambini di questa categoria saranno preparati alla serata finale con prove a cadenza bisettimanale dai volontari dell’associazione organizzatrice presso il Centro Sociale ‘C. Baccelli’ di Marano Principato;
e) I partecipanti potranno scegliere la canzone con la quale esibirsi consultando la lista messa a disposizione dall’organizzazione;
f) Qualora lo ritenga necessario, l’organizzazione può decidere di inserire canzoni non presenti nella lista;
8. Categoria 14-17 anni
a) Rientrano in questa categoria i ragazzi che al momento dell’iscrizione hanno compiuto 13 anni e quelli che non hanno ancora compiuto il 18esimo anno di età;
b) Alla serata finale, per questa categoria, il numero massimo di partecipanti previsto è 5 (cinque);
c) I ragazzi che una volta iscritti saranno ammessi alla serata finale potranno scegliere liberamente il testo da interpretare l’importante è che non coincida con uno di quelli scelti dai bambini della categoria ‘Fuori Concorso’;
d) Qualora il testo sia offensivo o non idoneo alla manifestazione, l’organizzazione si riserva la facoltà di cambiare il pezzo;
e) I ragazzi di questa categoria saranno così premiati:
- 1° Premio: trofeo + incisione di un pezzo non inedito in una sala di registrazione
- 2° Premio: trofeo
- 3° Premio: trofeo
f) Qualora i partecipanti lo ritengano necessario, possono chiedere all’organizzazione di seguirli nella preparazione del brano scelto;
9. Categoria 18-30 anni
a) Rientrano in questa categoria i ragazzi che al momento dell’iscrizione hanno compiuto 18 anni e quelli che non hanno ancora compiuto il 30esimo anno di età;
b) Alla serata finale, per questa categoria, il numero massimo di partecipanti previsto è 5 (cinque);
c) I ragazzi che una volta iscritti saranno ammessi alla serata finale potranno scegliere liberamente il testo da interpretare l’importante è che non coincida con uno di quelli scelti dai bambini della categoria ‘Fuori Concorso’ e dai ragazzi della categoria ’15-17 anni’;
d) Qualora il testo sia offensivo o non idoneo alla manifestazione, l’organizzazione si riserva la facoltà di cambiare il pezzo;
e) I ragazzi di questa categoria saranno così premiati:
- 1° Premio: trofeo + incisione di un pezzo non inedito in una sala di registrazione
- 2° Premio: trofeo
- 3° Premio: trofeo
f) Qualora i partecipanti lo ritengano necessario, possono chiedere all’organizzazione di seguirli nella preparazione del brano scelto
10. Il concorso prevede due uscite: la prima è stata fissata orientativamente il 10 Luglio 2009 nella zona centrale del Comune da Cosenza; la seconda sarà in piazza a Marano Principato orientativamente il 25 Luglio 2009.
11. i Partecipanti dovranno assicurare la presenza ad entrambe le serate;
12. TEMPI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE AL CONCORSO
a) Il bando di partecipazione sarà divulgato entro inizio Maggio 2009;
b) Il termine ultimo per l’iscrizione è fissato per il 25 Maggio 2009 e sarà possibile iscriversi nei seguenti modi:
- mezzo mail all’indirizzo info@ctgops.it oppure simonaruffolo@hotmail.it specificando nell’oggetto ‘Iscrizione al concorso canoro’ e allegando all’e-mail un file word contenente le anagrafiche, contatti, una breve presentazione personale e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali;
- per contatto telefonico al numero 3477438022;
13. Il primo incontro con gli iscritti avverrà lunedì 25 Maggio 2009 alle ore 20.00 presso il Centro Sociale ‘C. Baccelli’di Marano Principato;
14. Qualora gli iscritti superino il numero massimo di partecipanti previsto per ciascuna categoria, successivamente all’incontro del 25/05/09 verrà stabilita una data per le selezione;
15. L’organizzazione si riserva di cambiare le categorie, il numero di partecipanti e le date e luoghi delle serate in fase di preparazione della manifestazione;
16. Il presente bando e il modulo per l’iscrizione sono disponibili sui siti internet www.comune.maranoprincipato.cs.it , www.ctgops.it e www.circolorealarico.it e presso l’ufficio anagrafe del Comune di Marano Principato.
30.4.09
STRISCE BLU NEL CENTRO CITTA' - NON IN QUESTE CONDIZIONI
Dal 30/04/2009 il circolo Re Alarico ha avviato la raccolta firme per rivolgere una petizione popolare al Sindaco di Cosenza ed all'Assessore alla Mobilità, finalizzata alla revoca delle delibere attutative della delimitazione con strisce blu di zone dei quartieri del centro citta'.
Il Rione Bianchi (Piazza Cappello, Via Parisio, Via Fruguiele, Via Calabria etc) è mantenuto in pessime condizioni, con difficolta' per i commercianti ed i residenti, dovuti a scarsa valorizzazione, pessima manutenzione di giardini, strade ed illuminazione.
Solo dopo un'accurata ripresa delle zone centralissime della citta', una amministrazione che possa definirsi corretta e prudente, potrà tranquillamente adottare provvedimenti destinati a rimpinguare le casse comunali sulle spalle dei cittadini.
Il Rione Bianchi (Piazza Cappello, Via Parisio, Via Fruguiele, Via Calabria etc) è mantenuto in pessime condizioni, con difficolta' per i commercianti ed i residenti, dovuti a scarsa valorizzazione, pessima manutenzione di giardini, strade ed illuminazione.
Solo dopo un'accurata ripresa delle zone centralissime della citta', una amministrazione che possa definirsi corretta e prudente, potrà tranquillamente adottare provvedimenti destinati a rimpinguare le casse comunali sulle spalle dei cittadini.
6.4.09
14.2.09
PROPOSTA DI LEGGE - Referendum popolare
Il Circolo Re Alarico proporra', nei prossimi giorni, una iniziativa popolare, incentrata sul seguente testo:
DIVIETO DI NUOVE ASSUNZIONI, NOMINE E CONFERIMENTO INCARICHI - PROPOSTA DI LEGGE
Preambolo
Al fine di consentire l'espletamento delle normali funzioni amministrative e gestionali degli enti locali, nel rispetto dei principi costituzionali del buon andamento e imparzialita' delle amministrazioni pubbliche;
Attesa la frequente e deprecabile pratica in uso in diverse amministrazioni pubbliche locali, in vista di campagne elettorali, di acquisire consenso con ogni forma e mezzo, adottando atti e provvedimenti col fine di condizionare l'esito delle future elezioni, spesso riguardanti i soggetti già eletti e coinvolti direttamente nelle imminenti competizioni elettorali;
Al fine di consentire al meglio il rispetto delle disposizioni in materia di separazione tra funzioni politiche ed amministrative,
E' approvata la seguente legge:
Art. 1
Negli ultimi sei mesi di espletamento del mandato elettorale relativo a consigli comunali, provinciali e regionali, è fatto divieto alle amministrazioni locali di comuni, province, regioni, di deliberare o porre in essere atti amministrativi di qualsiasi natura che comportino, direttamente o indirettamente, l'assunzione di personale, il trasferimento di lavoratori assunti con qualsivoglia tipologia di contratto, di impiegati o dirigenti.
Art.2
Alle amministrazioni degli enti locali è altresi' fatto altresi' divieto, nel medesimo arco temporale di cui al precedente articolo, di disporre nomine e conferire incarichi di qualsiasi natura ed in qualsiasi settore di competenza dei medesimi enti.
Art. 3
La disposizione di cui all'articolo 1 della presente legge non si applica nel caso di commissariamento governativo degli enti interessati o di scioglimento anticipato dei consessi elettivi comunali, provinciali e regionali.
Art. 4
Gli atti posti in essere a partire dal giorno successivo a quello di inizio dell'ultimo semestre del mandato elettorale, possono essere impugnati secondo la normativa vigente da qualsiasi cittadino residente nel territorio di competenza.
Art. 5
Le precedenti disposizioni non si applicano nel caso di comprovata urgenza o in presenza di stato di necessità derivante da calamità naturali e situazioni eccezionali.
LA PRESENTE PROPOSTA PUO' ESSERE ARRICCHITA E INTEGRATA CON LE INDICAZIONI DI TUTTI GLI INTERESSATI.
DIVIETO DI NUOVE ASSUNZIONI, NOMINE E CONFERIMENTO INCARICHI - PROPOSTA DI LEGGE
Preambolo
Al fine di consentire l'espletamento delle normali funzioni amministrative e gestionali degli enti locali, nel rispetto dei principi costituzionali del buon andamento e imparzialita' delle amministrazioni pubbliche;
Attesa la frequente e deprecabile pratica in uso in diverse amministrazioni pubbliche locali, in vista di campagne elettorali, di acquisire consenso con ogni forma e mezzo, adottando atti e provvedimenti col fine di condizionare l'esito delle future elezioni, spesso riguardanti i soggetti già eletti e coinvolti direttamente nelle imminenti competizioni elettorali;
Al fine di consentire al meglio il rispetto delle disposizioni in materia di separazione tra funzioni politiche ed amministrative,
E' approvata la seguente legge:
Art. 1
Negli ultimi sei mesi di espletamento del mandato elettorale relativo a consigli comunali, provinciali e regionali, è fatto divieto alle amministrazioni locali di comuni, province, regioni, di deliberare o porre in essere atti amministrativi di qualsiasi natura che comportino, direttamente o indirettamente, l'assunzione di personale, il trasferimento di lavoratori assunti con qualsivoglia tipologia di contratto, di impiegati o dirigenti.
Art.2
Alle amministrazioni degli enti locali è altresi' fatto altresi' divieto, nel medesimo arco temporale di cui al precedente articolo, di disporre nomine e conferire incarichi di qualsiasi natura ed in qualsiasi settore di competenza dei medesimi enti.
Art. 3
La disposizione di cui all'articolo 1 della presente legge non si applica nel caso di commissariamento governativo degli enti interessati o di scioglimento anticipato dei consessi elettivi comunali, provinciali e regionali.
Art. 4
Gli atti posti in essere a partire dal giorno successivo a quello di inizio dell'ultimo semestre del mandato elettorale, possono essere impugnati secondo la normativa vigente da qualsiasi cittadino residente nel territorio di competenza.
Art. 5
Le precedenti disposizioni non si applicano nel caso di comprovata urgenza o in presenza di stato di necessità derivante da calamità naturali e situazioni eccezionali.
LA PRESENTE PROPOSTA PUO' ESSERE ARRICCHITA E INTEGRATA CON LE INDICAZIONI DI TUTTI GLI INTERESSATI.
10.2.09

Modifica
GIORNO DEL RICORDO: 10 Febbraio 2009, discussione in Terza Circoscrizione - Cosenza
La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero. »
(legge 30 marzo 2004 n. 92)
Il gruppo di AN in Terza Circoscrizione ha promosso la fissazione di un consiglio aperto per visionare filmati e discutere delle vicende che hanno stimolato, con enorme ritardo, l'istituzione della giornata del 10 Febbraio.
Per comprendere la portata del periodo storico, si consiglia di leggere, tra gli altri, L'ESODO di Arrigo Petacco.
Di seguito riporto un documento indicativo della tragicita' dell'argomento.
In data 25 ottobre 2005 i ricercatori storici Samo Pahor e Claudia Cernigoi hanno presentato ai Carabinieri un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, relativo ai “lavori di riqualificazione” inerenti al sito della cosiddetta Foiba di Basovizza, finanziati con i fondi stanziati per i cinquanta anni del ritorno dell’Italia a Trieste. Eccone il testo:
OGGETTO: esposto relativo alle attività previste con deliberazione comunale n. 68 d.d. 3 ottobre 2005 variante n. 86 al vigente PRGC – recupero dell’area e del monumento della Foiba di Basovizza.
I sottoscritti Claudia CERNIGOI (n. Trieste 17/2/1959, ivi residente in via San Primo 20) e Samo PAHOR (n. Trbovlje 22/5/1939, residente a Trieste in Salita di Vuardel 21) espongono quanto segue in riferimento ai lavori di cui alla delibera comunale in oggetto.
Da decenni il pozzo della Miniera sito nella proprietà della comunella di Boršt risulta dichiarato monumento nazionale e luogo di manifestazioni di vario carattere con riferimento ad esecuzioni sommarie che sarebbero avvenute in loco nel periodo immediatamente successivo al 1° maggio 1945.
Dopo i recuperi effettuati dalle autorità anglo-americane nell’estate/autunno 1945, non risultano effettuati altri recuperi di salme, nonostante da più parti si parlasse della presenza di “centinaia” o “migliaia” di persone uccise sommariamente e gettate nella voragine. Citiamo a questo proposito una relazione del direttore della Divisione terza della XII Ripartizione (lavori pubblici) del Comune di Trieste, datata 13/9/1954, in cui si legge che
< fuori del Cimitero si è a conoscenza della giacenza dei resti non riconoscibili nella foiba denominata della “Miniera” di Basovizza, frammisti a munizioni ed armi, di difficile raccolta, presumibilmente n. 4000 >. (allegato 1)
Successivamente nel 1959 il Ministero della Difesa predisponeva una sistemazione del fondo con l’apposizione dell’attuale copertura allo scopo di impedire l’uso a discarica della voragine mineraria.
All’epoca il deputato Giorgio Almirante, capogruppo del partito denominato “Movimento Sociale Italiano”, presentò un’interrogazione parlamentare
< in ordine al pietoso recupero delle salme degli infoibati nelle zone della Venezia Giulia rimaste all’Italia, anche in relazione al fatto che due tra le più grandi foibe, quelle di Basovizza e di Monrupino, contenenti migliaia di cadaveri, sono state rozzamente tappate con un solettone di cemento >.
Il ministro della Difesa pro tempore, on. Giulio Andreotti, rispose:
< I lavori eseguiti (...) hanno esclusivamente funzione protettiva, per evitare che continui lo scarico delle immondizie nelle foibe. La chiusura è del tutto provvisoria. Essa è costituita da lastre di cemento poggiate su travi di ferro e munite di anelloni per il loro sollevamento. La chiusura non preclude quindi la possibilità del recupero delle salme giacenti nel fondo del pozzo, recupero che sarà effettuato quando sarà possibile superare le molteplici e serie difficoltà di ordine igienico e di sicurezza. Occorre tener presente (...) anche il fatto ormai accertato, che (...) sono stati gettati ingenti quantitativi di esplosivo e residuati di nafta, il che aumenta notevolmente il rischio delle operazioni >
Analoga interrogazione fu presentata dal deputato Gefter-Wondrich e risposta simile a quella sopra citata fu data dal Sottosegretario di Stato per la difesa Caiati nella seduta del 12/12/59.
(Le due interrogazioni si trovano in “Atti parlamentari anno 1959-60. Risposte scritte ad interrogazioni dal 13/10/59 al 25/1/60”. Seduta 4/12/59, allegato 2)
Da dette risposte si evince chiaramente che i recuperi stante l’attuale sistemazione sono tecnicamente possibili; ma nel caso in questione sono anche giuridicamente dovuti ai sensi del comma 2 dell’art. 116 delle norme di attuazione c.p.p. che recita:
< Il disseppellimento di un cadavere può essere ordinato, con le dovute cautele, dall’autorità giudiziaria se vi sono gravi indizi di reato >.
I recuperi dei resti mortuari sono inoltre resi obbligatori dall’art. 50 del Regolamento di Polizia Mortuaria (DPR 10/9/90 n. 285) che recita:
< Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione:
- i cadaveri delle persone morte nel territorio del Comune, qualunque ne fosse in vita la residenza; (omissis)
- i resti mortali delle persone sopra elencate >.
Le ripetute affermazioni relative a massacri avvenuti presso il Pozzo della miniera, nonché le costanti manifestazioni che vi si svolgono da decenni costituiscono di per se stesse “notitia criminis” nonché “gravi indizi di reato”, così come previsti dalle normative vigenti. Che nel Pozzo della miniera si trovino resti umani, risulta inoltre dal fascicolo RGNR 631/00 della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Trieste, a firma del PM dott. Dario Grohmann, nel quale si legge che < il monumento indicato > è < da considerarsi sepolcro > (allegato 3).
La copertura prevista dal progetto approvato dal Comune di Trieste con la deliberazione in oggetto specificata, qualora realizzata, costituirà un grave ostacolo ai recuperi dei resti umani di cui con tanta costante iterazione si afferma l’esistenza, possibili invece con l’attuale sistemazione; la mancanza di questi accertamenti causerebbe inoltre impedimento alla Magistratura di acquisire prove fondamentali per le valutazioni giudiziarie dell’accertamento dei fatti avvenuti e delle eventuali responsabilità penali conseguenti.
I sottoscritti ritengono opportuno che venga sentito in qualità di persona informata sui fatti l’onorevole Giulio Andreotti, o, in subordine, l’onorevole Caiati.
Si chiede pertanto a codesta spettabile Autorità Giudiziaria di voler emettere un’ordinanza di sospensione dei lavori di cui alla delibera in oggetto, e di voler procedere ad un’esplorazione del contenuto del pozzo della miniera di Basovizza, per verificare la presenza di resti umani, e provvedere alla loro dignitosa sepoltura in luogo all’uopo preposto.
I sottoscritti chiedono inoltre di venire avvisati dell’eventuale richiesta di archiviazione ai sensi dell’art. 408 c.p.p..
In data 7/11/05 l’esposto è stato archiviato, su indicazione del dottor Nicola Maria Pace, Procuratore della Repubblica di Trieste, nel Registro degli “atti non costituenti reato”; tale tipo di archiviazione, ci è stato spiegato negli Uffici della Procura, non obbliga il Procuratore a motivare la propria decisione, né a darne notizia ai denuncianti. Di conseguenza, nel fascicolo relativo, abbiamo trovato solo copia della documentazione da noi presentata, la lettera di trasmissione alla Procura della Stazione dei Carabinieri di Basovizza e nel frontespizio le seguenti annotazioni a penna: “al Procuratore per Sue valutazioni, data la peculiarità dell’esposto… io non credo si debba provvedere a sospendere (sic) un atto amministrativo, né c’è alcun reato in corso”. Data 2/11/05, firma illeggibile (non è quella del dottor Pace).
In seguito a questa dichiarazione, che non essendo più particolareggiata non ci permette di comprendere a fondo il motivo per cui quanto da noi denunciato non raffiguri alcun reato, dobbiamo per forza cercare di dare delle interpretazioni a quanto la Procura ha inteso sostenere.
Se la Procura non ritiene necessario procedere ad un recupero delle salme presenti nel Pozzo della Miniera prima dell’ultimazione dei lavori che potrebbero inibirne la successiva possibilità, nonostante tutte le notizie di presenza di dette salme (che potrebbero costituire i “gravi indizi di reato”), ciò può significare soltanto, a parere nostro, che la Procura non ritenga che vi siano salme ancora giacenti nel Pozzo suddetto: altrimenti ne avrebbe dovuto ordinare il recupero.
A questo punto, però, dobbiamo ritenere che, oltre a quanto fu recuperato dalla voragine nel 1945 a cura degli angloamericani (il verbale di tali recuperi fu pubblicato sul “Piccolo” di Trieste il 31/1/95, e fu sintetizzato nelle seguenti parole scritte dal giornalista: < Ma una decina di corpi smembrati e irriconoscibili non dovevano sembrare un risultato soddisfacente e alla fine si preferì sospendere i lavori >.
Di conseguenza, possiamo essere portati a pensare che oltre alla “decina di corpi smembrati e irriconoscibili”, già recuperati nel 1945, nel Pozzo della miniera non ci sono mai stati altri resti umani; che tutto quanto apparso sulla stampa, in testi storici, in dichiarazioni di intellettuali e di uomini politici rispetto alle “centinaia”, “migliaia” di infoibati, agli eccidi di Basovizza e via di questo passo, siano soltanto voci inconsistenti, non degne di essere considerate notizie di reato (chi parla di massacri avvenuti in un certo posto e di cadaveri ancora lì giacenti, cosa fa, se non comunicare di essere a conoscenza di un reato consumatosi?) da parte della nostra Procura della Repubblica.
Però a questo punto potremmo anche ritenere che non solo la foiba di Basovizza non dovrebbe più essere considerata un monumento nazionale (monumento a ricordo di fatti che non sono avvenuti?), ma potremmo anche chiedere che le voci, non degne di fede, di coloro che continuano a parlare di eccidi avvenuti a Basovizza, quando la Procura non ritiene di dover agire per recuperarne i resti delle presunte vittime, vengano fatte tacere, in quanto false ed inattendibili, ed atte a turbare l’ordine pubblico.
E potremmo anche chiederci e chiedere alle autorità competenti, se sia congrua la spesa di 805.000 Euro, tratte dai fondi per le celebrazioni del cinquantenario del ritorno di Trieste all’Italia, per “riqualificare” un monumento che non ha ragione di esistere, in quanto propaganda un falso storico
Per opportuna conoscenza pubblico la lettera inviata dai Pahor e Cernigoi al senatore Giulio Andreotti.
Egregio Signore
Giulio ANDREOTTI
Senatore a vita
Senato della Repubblica
Palazzo Madama
00186 - ROMA
Nell’ormai lontanissimo 1959 Ella, nella veste di Ministro della Difesa, ha assicurato, rispondendo ad una interrogazione parlamentare dell’on. Giorgio Almirante, che la copertura delle foibe di Basovizza e di Monrupino è provvisoria, già predisposta per essere tolta, ed ha promesso che tale copertura sarebbe stata tolta non appena le condizioni sanitarie e di sicurezza l’avrebbero permesso.
Il progresso della medicina e della tecnologia civile e militare, ha fatto tali passi da rendere del tutto possibile il promesso recupero dei resti mortali, rispetto al quale l’on. Almirante ha posto l’interrogazione parlamentare nell’interesse dei congiunti delle persone che colà sarebbero state uccise nel 1945.
L’amministrazione comunale di Trieste ha deciso di coprire la copertura fatta nel 1959 a cura del Commissariato generale per le onoranze ai caduti in guerra sulla voragine di Basovizza con un enorme cofano di ferro, annullando così la possibilità di recupero delle salme che ivi si troverebbero.
Le chiediamo pertanto di intervenire nelle sedi competenti affinché quanto promesso dal Ministro della difesa dell’epoca ai familiari delle persone uccise in quelle località venga fatto prima della collocazione di detto cofano di ferro.
Oltre che per il fatto di veder mantenuta una promessa che Ella ha fatto ai congiunti, rappresentati dall’on. Almirante, riteniamo che sia Suo interesse che la copertura delle due voragini venga tolta ed i resti mortali colà giacenti recuperati, anche per un altro motivo. Infatti dalle nostre parti corre voce, specialmente dopo che il dottor Giorgio Rustia ha scritto, nel 2000, che “la foiba di Monrupino è un eccesso della nostra storiografia che ha voluto creare una foiba in cui saranno stati buttati una dozzina o una ventina di soldati tedeschi”, che Ella sapeva benissimo, già prima della decisione di far chiudere le due voragini, che esse non contenevano resti mortali di italiani, uccisi solo perché italiani, ma ha voluto impedire che le operazioni di recupero di resti mortali inesistenti dimostrassero l’infondatezza delle accuse nei confronti delle forze armate jugoslave, accuse che sono servite per decenni come pretesto per negare alla minoranza linguistica e nazionale slovena quella tutela che, secondo le sentenze della Corte Costituzionale, le spettava fino dal 1° gennaio 1948. Sarebbe quindi auspicabile un Suo intervento per evitare che i lavori in corso sul monumento di Basovizza rendano non realizzabile il recupero delle salme da Lei a suo tempo promesso.
In attesa di un gentile riscontro porgiamo distinti saluti.
IL gruppo di AN aspetta tutti gli interessati in Via della Republica 150, alle ore 19.30.
Michele Arnoni
consigliere circoscrizione AN --> PdL
presidente Circolo Re Alarico
25.1.09
UN SECOLO FUTURISTA 1909 - 2009
Arte-Vita esplosiva. Italianità parossista. Antimuseo. Antiaccademia. Contro città morte. Splendore geometrico. Estetica della macchina. Caffè-concerto.Fisicofollia e serate futuriste. Immaginazione senza fili. Solidificazione dell’impressionismo. Lo spettatore nel centro quadro. Pittura astratta di suoni, rumori, odori, pesi e forze misteriose. Danza aera e teatro aereo…
Ecco alcune delle idee fondamentali che sostenevano il movimento artistico, politico e culturale costruito da Filippo Tommaso Marinetti e lanciato il 20 febbraio 1909 su “Le Figaro” di Parigi, attraverso la pubblicazione, come articolo di fondo di un Manifesto fondativo.
IL FUTURISMO, l’avanguardia di rottura con la tradizione flemmatica e la cultura della rinuncia, il modo di essere e vivere di artisti, ma anche dell’individuo in una società desiderosa di tensione ideale, che conosce diffusione e applicazione in tutta Europa, che vede esponenti impegnati in prima linea nella guerra, nell’arte, nella politica.
Il centenario del Manifesto, darà occasione per l’allestimento di mostre, convegni e feste in alcune città d’Italia ed europee.
A Cosenza, e forse in tutta la sua provincia, la prima iniziativa concreta in tal senso si basa sull’idea del gruppo dirigente del Circolo “Re Alarico”, rivolta alla creazione di un dibattito ed alla ricerca di spunti di approfondimento, di questa tematica culturale tutta italiana, di cui sicuramente andare fieri ed orgogliosi, di fronte l’Europa intera.
L’ospite di riguardo, il critico e giornalista, avvocato Luigi Tallarico, autore di numerosi saggi sul Futurismo, ha gentilmente offerto la sua disponibilità per animare un incontro-convegno, finalizzato, come tutte le iniziative del Circolo, a diffondere cultura e conoscenza, consapevolezza delle proprie origini e tradizioni
BERNARDINO TELESIO. A 500 ANNI DALLA NASCITA. UNA PROPOSTA

Il 2009 ricorre il cinquecentenario della nascita dell'illustre cosentino, il filoso Bernardino Telesio. Nell'intenzione del Circolo Re Alarico e del suo presidente, Michele Arnoni, lo stimolo e la realizzazione di un progetto che possa coinvolgere studenti ed esponenti del mondo culturale cosentino, uniti in un concorso-premio, con diverse sezioni e diversi premi.
Una manifestazione dedicata alla nostra citta', in onore di Telesio, che veda premiati i giovani migliori, i cui lavori possano essere valutati da una commissione di altro profilo.
La proposta, inoltrata al presidente ed ai consiglieri della terza circoscrizione (centro citta') è stata ampiamente condivisa ed ha trovato l'approvazione dell'assessore alla cultura del Comune ed altri esponenti del mondo associativo di Cosenza.
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(nella foto: Piazza XV Marzo - statua di Telesio, tra il teatro Rendano e la Biblioteca Civica)
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