
Finalmente l'amministrazione comunale di Cosenza ha deciso di re-intitolare ufficialmente la Piazza antistante l'Acquedotto del Merone a Michele Bianchi, ministro ed attivista politico calabrese, protagonista della prima fase del Ventennio fascista.
Michele Bianchi, quale Ministro dei Lavori Pubblici e cofondatore del fascismo (fu prima sindacalista e giornalista), impresse una svolta alle opere pubbliche calabresi ed espresse una forte vicinanza alle genti disagiate ed ai bisogni di riscatto della sua terra.
Fu tra i politici locali a spingere con maggiore attenzione l'interesse verso la provincia di Cosenza e ad attivare i finanziamenti necessari per modernizzare il territorio.
Tra le opere piu' importanti, finanziate dall governo centrale, l'Acquedotto del Merone, che fu costruito dopo la morte di Bianchi in due anni a Cosenza, sotto la vigilanza e l'operosita' dell'allora podesta' del capoluogo, Tommaso Arnoni, da subito in stretto contatto col ministro e protagonista di un decennio di modernizzazione per la citta'.
Arnoni, già impegnato e conosciuto politicamente a Cosenza, fu fortemente voluto da Bianchi alla guida della città, tanto che lo stesso Mussolini accetto' il programma che l'avvocato cosentino gli sottoposte personalmente.
Dal 1926 al 1936 la città di Cosenza prese forma come centro moderno e funzionale, con quartieri e opere ancora ampiamente utilizzati dalla collettivita': La zona di Piazza Cappello, Viale Trieste, le ville, i giardini, la scalinata del leoni, l'Ospedale Civile (di cui Arnoni fu il primo presidente), la biblioteca civica. In pochi anni, grazie all'impulso di Bianchi e Arnoni, furono spesi 22 milioni di lire in favore della comunita', tutti fino all'ultimo centesimo.
L'Acquedotto, di fattura esemplare e di durata e potenza notevoli, serviva un bacino di utenza di oltre 30.000 persone e rappresento' una vera e propria svolta per il territorio, capace di coprire il fabbisogno di 200000 utenti.
Ancora oggi, la rete idrica cosentina è quella dell'epoca.
A Bianchi, con deliberazione consiliare, nel 1993 venne intitolata questa piazza, su richiesta e proposta del consigliere comunale Sergio Nucci.
Dopo molti anni, ancora non si era provveduto all'apposizione ufficiale della targa col nome dell'illustre calabrese originario di Malito, ragione per cui, con alcuni interventi di militanti della destra cosentina si era addirittura arrivati ad una istallazione artiginale della targa.
Sabato 21 novembre la targa sara' ufficialmente apposta, con la presenza del sindaco di Cosenza, grazie alle pressioni ed alle interrogazioni del consigliere comunale Sergio Nucci, degli ex circoli cittadini di AN "Giulio Adimari" e "Compagnia dell'Anello" e del consigliere di circoscrizione PdL Michele Arnoni.
A Bianchi, a prescindere dalle ideologie e la deriva del fascismo, bisogna tributare una infaticabile operosita' e fattivita' per i territori dal quale proveniva, che possono ancora oggi costituire un esempio.
UN esempio di virtu' morali e di filiera istituzionale tra governo centrale ed amministratori locali.
Bianchi mori' povero e, cosi' come nel caso di Arnoni, nessun addebito, civile e penale, pote' essere riscontrato ed elevato, in sede di sanzioni giuridiche e morali contro il fascismo, attese le doti etiche, le capacita' politiche e l'attenzione per le popolazioni.
Soprattutto furono valutati gli ampi e duraturi risultati conseguiti nel solo interesse della comunita'. Risultati utili ancora oggi, in termini di prospettive urbanistiche, opere pubbliche, assetto del territorio.
Bianchi mori' giovane, nel 1930, e non partecipo' direttamente alle nefaste politiche che portarono l'Italia in guerra.
La piazza a lui intitolata si trova alla conclusione della via dedicata a Tommaso Arnoni, eletto deputato insieme a lui, nel 1924.
Il nostro circolo culturale è sempre favorevole agli eventi che favoriscono la tutela della memoria storica della comunità.
Nella foto la centrale dell'Acquedotto ed una immagine di Bianchi ed Arnoni in un comizio del 1927, in Piazza Prefettura, a Cosenza.