Mercoledi' 1 dicembre, presso la Sala Gullo della Casa delle culture, a partire dalle 17.30 si terrà il secondo incontro organizzato dal nostro Circolo, con la collaborazione del laboratorio culturale "Cosenza che vive", dedicato al Centro storico di Cosenza.
Dopo il partecipato dibattito del 19 novembre scorso, le due associazioni hanno coinvolto il dottor Fabio De Chirico, soprintendente BSAE della Calabria, l'architetto e presidente della Prima circoscrizione Giovanna Tartoni, l'architetto e docente Unical Fulvio Terzi. I tre relatori, seguendo il tema dato all'incontro "Prospettive di tutela e valorizzazione", negli intenti degli organizzatori offrirano spunti operativi ed una analisi a 360° sulle concrete possibilità di recupero e rilancio della parte antica di Cosenza, cosi' proseguendo il percorso di sensibilizzazione e stimolo per una sempre piu' attenta partecipazione dei cittadini alle politiche culturali, sociali ed urbanistiche. Modererà il dibattito, che sarà aperto agli interventi del pubblico, il presidente del circolo, Michele Arnoni.
28.11.10
21.11.10
"E voi che Centro storico volete?" Dal nostro incontro del 19 Novembre
Venerdi' 19 novembre si è parlato di Centro storico di Cosenza, in un incontro aperto, promosso dal nostro circolo e dal laboratorio culturale "Cosenza che vive", presso la Casa delle culture di Corso Telesio.
Dopo l'introduzione dei due organizzatori, Gabriella de Falco, da anni impegnata con eventi e manifestazioni sulla storia e sui percorsi culturali di Cosenza, e Michele Arnoni, fondatore del circolo, si sono succeduti interventi che hanno approfondito e fatto luce su aspetti tecnici, di vivibilità e di coscienza civica attinenti la parte antica della città bruzia.
All'incontro non a caso è stato dato il titolo "Il Centro storico di Cosenza, come lo vediamo, come lo vorremmo".
Nella difficoltà oggettiva di avviare un concreto ed ampio risanamento, ha sostenuto Arnoni, possiamo comunque dire che il nostro centro storico conserva le caratteristiche originarie senza abusi, cementificazione ed interventi troppo invasivi.
Ridare dignità ai residenti ed a tutti coloro che operano in un contesto abbandonato, pero', significa prendere coscienza che valorizzazione e riqualificazione significa turismo di qualità, lavoro e quindi coesione sociale. Per questo, acquisire una diffusa consapevolezza delle proprie potenzialità, richiede rigore, competenza e condivisione che facciano breccia nelle contrapposizioni opportunistiche della politica cosentina.
Dopo le precisazioni di Gabriella de Falco, che ha sottolineato la carenza di servizi primari, quali fognature, illuminazione e disfacimento di mura ed edifici per l'umidità, e che ha ribadito l'importanza di costruire una fruibilità comune al di là dell'attrattiva superficiale delle masse, si sono succeduti gli interventi degli ospiti nel pubblico, tra cui il Capitano Raffaele Giovinazzo, Comandante del Nucleo di Tutela del patrimonio culturale della Calabria, del presidente della Prima Circoscrizione, architetto Giovanna Tartoni, dell'architetto Daniela Francini, del professore Unical John Trumper, dell'architetto Carlo De Giacomo di Italia Nostra, della dottoressa Emma Staine del circolo re alarico e dell'editore Atanasio Bisignano.
Tutti concordi nel ritenere che l'attenzione comune, dei cittadini e degli operatori culturali, deve guardare a 360 gradi, sugli interventi strutturali, sulle omissioni e sulla pericolosità di iniziative invasive, ma anche su aspetti come quello della sicurezza, del controllo di alcune zone franche, della promozione di una integrazione degli immigrati che non volga allo sfruttamento, agli abusi della delinquenza locale.
Preziose le segnalazioni dei cittadini intervenuti, in materia di carenza di informazioni per le ristrutturazioni, per le piccole modifiche in materia di tetti, finestre, partecipazione ai bandi per ottenere finanziamenti, servizi carenti, assenza di politiche culturali.
Nelle conclusioni, pur essendo stati evidenziati alcuni buoni interventi, si è rilevata un mancanza di coordinamento nelle iniziative a pioggia, una gestione dei fondi europei poco produttiva, una difficoltà nel concepire un piano comune per l'area piu' vasta che comprende anche Rende (infatti i piani strutturali saranno due e non unico con Cosenza), la necessità di assegnare un ruolo ben preciso al centro storico. "La partecipazione e la qualità degli interventi, ci consente di promuovere altre iniziative in tal senso- ha concluso Michele Arnoni -, "perchè anche il silenzio e la rassegnazione dei cittadini, nell'indifferenza della classe politica, stanno lasciando morire la nostra città".
Ringraziamo il professor Leopoldo Conforti, il professor Antonio Guarascio del centro studi Convivio per la loro presenza e Francesca Cannataro del quotidiano Calabria Ora, per la sua attenzione ai temi dell'arte, della cultura e della tutela del patrimonio storico, nonchè per la partecipazione e per l'articolo che ha redatto sull'iniziativa.
Dopo l'introduzione dei due organizzatori, Gabriella de Falco, da anni impegnata con eventi e manifestazioni sulla storia e sui percorsi culturali di Cosenza, e Michele Arnoni, fondatore del circolo, si sono succeduti interventi che hanno approfondito e fatto luce su aspetti tecnici, di vivibilità e di coscienza civica attinenti la parte antica della città bruzia.
All'incontro non a caso è stato dato il titolo "Il Centro storico di Cosenza, come lo vediamo, come lo vorremmo".
Nella difficoltà oggettiva di avviare un concreto ed ampio risanamento, ha sostenuto Arnoni, possiamo comunque dire che il nostro centro storico conserva le caratteristiche originarie senza abusi, cementificazione ed interventi troppo invasivi.
Ridare dignità ai residenti ed a tutti coloro che operano in un contesto abbandonato, pero', significa prendere coscienza che valorizzazione e riqualificazione significa turismo di qualità, lavoro e quindi coesione sociale. Per questo, acquisire una diffusa consapevolezza delle proprie potenzialità, richiede rigore, competenza e condivisione che facciano breccia nelle contrapposizioni opportunistiche della politica cosentina.
Dopo le precisazioni di Gabriella de Falco, che ha sottolineato la carenza di servizi primari, quali fognature, illuminazione e disfacimento di mura ed edifici per l'umidità, e che ha ribadito l'importanza di costruire una fruibilità comune al di là dell'attrattiva superficiale delle masse, si sono succeduti gli interventi degli ospiti nel pubblico, tra cui il Capitano Raffaele Giovinazzo, Comandante del Nucleo di Tutela del patrimonio culturale della Calabria, del presidente della Prima Circoscrizione, architetto Giovanna Tartoni, dell'architetto Daniela Francini, del professore Unical John Trumper, dell'architetto Carlo De Giacomo di Italia Nostra, della dottoressa Emma Staine del circolo re alarico e dell'editore Atanasio Bisignano.
Tutti concordi nel ritenere che l'attenzione comune, dei cittadini e degli operatori culturali, deve guardare a 360 gradi, sugli interventi strutturali, sulle omissioni e sulla pericolosità di iniziative invasive, ma anche su aspetti come quello della sicurezza, del controllo di alcune zone franche, della promozione di una integrazione degli immigrati che non volga allo sfruttamento, agli abusi della delinquenza locale.
Preziose le segnalazioni dei cittadini intervenuti, in materia di carenza di informazioni per le ristrutturazioni, per le piccole modifiche in materia di tetti, finestre, partecipazione ai bandi per ottenere finanziamenti, servizi carenti, assenza di politiche culturali.
Nelle conclusioni, pur essendo stati evidenziati alcuni buoni interventi, si è rilevata un mancanza di coordinamento nelle iniziative a pioggia, una gestione dei fondi europei poco produttiva, una difficoltà nel concepire un piano comune per l'area piu' vasta che comprende anche Rende (infatti i piani strutturali saranno due e non unico con Cosenza), la necessità di assegnare un ruolo ben preciso al centro storico. "La partecipazione e la qualità degli interventi, ci consente di promuovere altre iniziative in tal senso- ha concluso Michele Arnoni -, "perchè anche il silenzio e la rassegnazione dei cittadini, nell'indifferenza della classe politica, stanno lasciando morire la nostra città".
Ringraziamo il professor Leopoldo Conforti, il professor Antonio Guarascio del centro studi Convivio per la loro presenza e Francesca Cannataro del quotidiano Calabria Ora, per la sua attenzione ai temi dell'arte, della cultura e della tutela del patrimonio storico, nonchè per la partecipazione e per l'articolo che ha redatto sull'iniziativa.
16.11.10
INCONTRO SUL CENTRO STORICO DI COSENZA
"IL CENTRO STORICO DI COSENZA: COME LO VEDIAMO, COME LO VORREMMO"
Venerdi' 19 novembre, dalle ore 16.30 alle 19.30, Casa delle Culture, sala Morante.
Un primo appuntamento per confrontarsi ed elaborare proposte per la rinascita del nostro centro storico.
Intervengono cittadini, commercianti, associazioni e professionisti.
Venerdi' 19 novembre, dalle ore 16.30 alle 19.30, Casa delle Culture, sala Morante.
Un primo appuntamento per confrontarsi ed elaborare proposte per la rinascita del nostro centro storico.
Intervengono cittadini, commercianti, associazioni e professionisti.
31.10.10
A PROPOSITO DEI MURALES NEL CENTRO STORICO
Il dibattito sulla riqualificazione del centro storico di Cosenza rischia di incepparsi sulla proposta di realizzazione di murales su diversi edifici e pareti, nell'ambito di un progetto promosso da un'associazione locale.
Mi piacerebbe pensare che da un dialogo costruttivo si riescano a trovare delle soluzioni condivise, nell'interesse di chi abita e vuole migliorare la città e fruire di tutti gli spazi della sua parte antica.
Il circolo culturale Re Alarico di Cosenza esprime il suo dissenso nei confronti di realizzazioni pittoriche o decorative che vadano ad intaccare le mura dei palazzi, senza che si proceda con un piano di fattibilità rivolto alla ristrutturazione e riqualificazione di un buon numero delle antiche strutture, che prima di essere una pittaforma o un luogo espositivo, costituiscono un patrimonio collettivo ed una risorsa destinata a concetti abitativi e promozionali di incontri, cenacoli, musei e sedi istituzionali.
E' anche vero che dedicare troppe polemiche o troppa propaganda al progetto dei murales, lascia un po' perplesso chi non ricorda simile attivismo in altre occasioni,come quella dei lavori riguardanti il Duomo, il Castello Svevo o altri interventi poco approfonditi e compresi dalla cittadinanza.
Ricordo, peraltro, che il circolo Re Alarico ha già proposto pubblicamente di partire piuttosto con delle targhe apposte ai palazzi piu' importanti, che ne ricordino origine, significato e data di costruzione. Il costo di una ventina di targhe in marmo, con relativa manodopera per l'apposizione si aggirerebbe intorno agli 8000 euro.
Ciò premesso, non potendosi criticare o condannare chi promuove e propone qualcosa di artistico o di innovativo per la nostra città, si potrebbe pensare di non sprecare o rigettare le offerte degli artisti chiamati per i murales e destinare alle loro opere pannelli da fissare in modo non definitvito sulle pareti prescelte e concordate con l'amministrazione comunale e la soprintendenza.
Sui costi ed i finanziamenti del progetto, è bene che le istituzioni interessate si assumano la responsabilità rispetto alle priorità che intendono perseguire. La realizzazione di pannelli, in ogni caso, consentirebbe ai proprietari dei palazzi di non intaccare per il futuro mura e pietre nel caso di ristrutturazioni o interventi sulle facciate. L'idea di un percorso visivo, che illustri in modo non invasivo i passaggi e gli accadimenti storici, senza colpire ed impressionare i visitatori o gli abitanti, magari con colori forti o rappresentazioni incomprensibili, potrebbe trovare d'accordo tutti, ed in particolare chi intende collaborare alla rinascita del centro storico.
Ovviamente, una partecipazione ed una discussione ampia sul progetto, pensando anche ad una apertura ad altre associazioni, che possano offrire contributi e proposte, varrebbe a colmare il vuoto amministrativo e la carenza di obiettivi che l'attuale governo cittadino sembra dimostrare. Il circolo Re Alarico è anche disponibile a dare un contributo per la realizzazione di un'opera dedicata alla figura ed alla leggenda del re visigoto, se non sbaglio tralasciata dagli artisti coinvolti.
Michele Arnoni
Mi piacerebbe pensare che da un dialogo costruttivo si riescano a trovare delle soluzioni condivise, nell'interesse di chi abita e vuole migliorare la città e fruire di tutti gli spazi della sua parte antica.
Il circolo culturale Re Alarico di Cosenza esprime il suo dissenso nei confronti di realizzazioni pittoriche o decorative che vadano ad intaccare le mura dei palazzi, senza che si proceda con un piano di fattibilità rivolto alla ristrutturazione e riqualificazione di un buon numero delle antiche strutture, che prima di essere una pittaforma o un luogo espositivo, costituiscono un patrimonio collettivo ed una risorsa destinata a concetti abitativi e promozionali di incontri, cenacoli, musei e sedi istituzionali.
E' anche vero che dedicare troppe polemiche o troppa propaganda al progetto dei murales, lascia un po' perplesso chi non ricorda simile attivismo in altre occasioni,come quella dei lavori riguardanti il Duomo, il Castello Svevo o altri interventi poco approfonditi e compresi dalla cittadinanza.
Ricordo, peraltro, che il circolo Re Alarico ha già proposto pubblicamente di partire piuttosto con delle targhe apposte ai palazzi piu' importanti, che ne ricordino origine, significato e data di costruzione. Il costo di una ventina di targhe in marmo, con relativa manodopera per l'apposizione si aggirerebbe intorno agli 8000 euro.
Ciò premesso, non potendosi criticare o condannare chi promuove e propone qualcosa di artistico o di innovativo per la nostra città, si potrebbe pensare di non sprecare o rigettare le offerte degli artisti chiamati per i murales e destinare alle loro opere pannelli da fissare in modo non definitvito sulle pareti prescelte e concordate con l'amministrazione comunale e la soprintendenza.
Sui costi ed i finanziamenti del progetto, è bene che le istituzioni interessate si assumano la responsabilità rispetto alle priorità che intendono perseguire. La realizzazione di pannelli, in ogni caso, consentirebbe ai proprietari dei palazzi di non intaccare per il futuro mura e pietre nel caso di ristrutturazioni o interventi sulle facciate. L'idea di un percorso visivo, che illustri in modo non invasivo i passaggi e gli accadimenti storici, senza colpire ed impressionare i visitatori o gli abitanti, magari con colori forti o rappresentazioni incomprensibili, potrebbe trovare d'accordo tutti, ed in particolare chi intende collaborare alla rinascita del centro storico.
Ovviamente, una partecipazione ed una discussione ampia sul progetto, pensando anche ad una apertura ad altre associazioni, che possano offrire contributi e proposte, varrebbe a colmare il vuoto amministrativo e la carenza di obiettivi che l'attuale governo cittadino sembra dimostrare. Il circolo Re Alarico è anche disponibile a dare un contributo per la realizzazione di un'opera dedicata alla figura ed alla leggenda del re visigoto, se non sbaglio tralasciata dagli artisti coinvolti.
Michele Arnoni
25.10.10
Storie per il 150° dell'Unità d'Italia. Il contributo dei calabresi
La Calabria. Una terra che ha tanto da raccontare anche in merito ai contributi concreti, di risorse umane, di ideali perseguiti, di appartenenza e partecipazione ai più rilevanti processi nazionali.
La ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia può anche essere strumento di sensibilizzazione culturale.
Ne è fortemente convinto il circolo culturale “Re Alarico” di Cosenza che ha voluto rendere noti alcuni elementi di un personaggio, forse poco conosciuto al di la della sua città natale, ma che ha scritto una pagina importante nella storia italiana.
Il suo nome è Giuseppe Mistorni, classe 1813, di Belvedere Marittimo ed è sulla sua storia e sul contesto locale dell’epoca che il circolo “Re Alarico”, presieduto da Michele Arnoni, vorrebbe promuovere una rappresentazione teatrale, fortemente convinto che sono proprio le tante microstorie che potrebbero alimentare, se ben valorizzate, una più diffusa coscienza civile ed un senso identitario per la nostra comunità regionale. Quella di Mistorni è la storia di un uomo che partendo dalla nostra regione ha dato un importante contributo alle evoluzioni internazionali. Un uomo pieno di idee e prospettive di libertà.
La Calabria in larga parte non si scoraggiò di fronte ai fallimenti delle insurrezioni antiassolutistiche sfociate pure nell’eccidio.
Le rappresaglie borboniche dopo il tentativo rivoluzionario del 1848 furono feroci, ma non riuscirono a spegnere l’anelito di libertà e indipendenza di chi intravedeva barlumi di speranza e progresso in senso liberale nel movimento unitario piemontese.
Il dato storico, forse poco approfondito, della circolazione delle idee, della propaganda sotterranea e della rete di contatti che si propagava in tutta la Penisola, si evince dalle corrispondenze, dalla stampe locali non autorizzate, dai cimeli e dalle testimonianze mantenute negli archivi privati, o presso enti e fondazioni di vario tipo. Ed è proprio il caso di Mistorni la cui famiglia conserva gelosamente preziosi cimeli a suo ricordo: divisa, armi, manette, ritratti e le lettere custodite dai diretti discendenti e che consentono una ricostruzione del personaggio e del contesto locale. Quel sentimento patriottico, che legava uomini di tutta Italia, porta il Mistorni ad essere arrestato e processato per attentato contro la sicurezza interna dello Stato per mezzo di organizzazione di banda armata, nonché di oltraggio al re Ferdinando. La condanna a morte, poi tramutata in 30 anni di carcere, è il risultato di un processo le cui fasi si evincono da una interessante sentenza della Gran Corte criminale borbonica di Cosenza, datata 1850.
Per dodici lunghi anni il “cospiratore” e “rivoluzionario” condivide la dure galere borboniche di Procida, Montesarchio, Montefusco con personaggi come Luigi Settembrini, Carlo Poerio, Sigismondo Castromediano. L’arrivo di Garibaldi nel settembre del 1860 rappresenta l’ultimo atto delle aspirazioni di libertà, che portano gli uomini come Mistorni a combattere a Caserta, Agrifoglio, Capua e Volturno. Lontano da sua moglie e dai suoi nove figli per dodici anni, torna in Belvedere con gli onori di Maggiore e diverse onorificenze conferite dal nuovo re d’Italia. Prima, solo le appassionate lettere della moglie, le conversazioni con i compagni di sventura, che le famiglie provvedevano a mantenere con dignità ed onore per una decorosa sopravvivenza nelle galere. Nel bel ritratto fornito dal massimo storico della città di Belvedere, Vincenzo Nocito, si intravede quella appassionata e fervida solidarietà che intercorreva tra i carcerati, poi legati, dopo la guerra, da un carteggio ricco di dettagli e ricordi. «Questa, come altre belle storie – sostiene Michele Arnoni presidente del circolo “Re Alarico” - meriterebbero di essere sottoposte, magari con un coordinamento a livello provinciale promosso dalla giunta regionale, in quelle sedi che l’anno prossimo a livello nazionale tratteranno i diversi profili di quel controverso e sofferto processo di unificazione politica ed amministrativa del nostro Paese.
La ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia può anche essere strumento di sensibilizzazione culturale.
Ne è fortemente convinto il circolo culturale “Re Alarico” di Cosenza che ha voluto rendere noti alcuni elementi di un personaggio, forse poco conosciuto al di la della sua città natale, ma che ha scritto una pagina importante nella storia italiana.
Il suo nome è Giuseppe Mistorni, classe 1813, di Belvedere Marittimo ed è sulla sua storia e sul contesto locale dell’epoca che il circolo “Re Alarico”, presieduto da Michele Arnoni, vorrebbe promuovere una rappresentazione teatrale, fortemente convinto che sono proprio le tante microstorie che potrebbero alimentare, se ben valorizzate, una più diffusa coscienza civile ed un senso identitario per la nostra comunità regionale. Quella di Mistorni è la storia di un uomo che partendo dalla nostra regione ha dato un importante contributo alle evoluzioni internazionali. Un uomo pieno di idee e prospettive di libertà.
La Calabria in larga parte non si scoraggiò di fronte ai fallimenti delle insurrezioni antiassolutistiche sfociate pure nell’eccidio.
Le rappresaglie borboniche dopo il tentativo rivoluzionario del 1848 furono feroci, ma non riuscirono a spegnere l’anelito di libertà e indipendenza di chi intravedeva barlumi di speranza e progresso in senso liberale nel movimento unitario piemontese.
Il dato storico, forse poco approfondito, della circolazione delle idee, della propaganda sotterranea e della rete di contatti che si propagava in tutta la Penisola, si evince dalle corrispondenze, dalla stampe locali non autorizzate, dai cimeli e dalle testimonianze mantenute negli archivi privati, o presso enti e fondazioni di vario tipo. Ed è proprio il caso di Mistorni la cui famiglia conserva gelosamente preziosi cimeli a suo ricordo: divisa, armi, manette, ritratti e le lettere custodite dai diretti discendenti e che consentono una ricostruzione del personaggio e del contesto locale. Quel sentimento patriottico, che legava uomini di tutta Italia, porta il Mistorni ad essere arrestato e processato per attentato contro la sicurezza interna dello Stato per mezzo di organizzazione di banda armata, nonché di oltraggio al re Ferdinando. La condanna a morte, poi tramutata in 30 anni di carcere, è il risultato di un processo le cui fasi si evincono da una interessante sentenza della Gran Corte criminale borbonica di Cosenza, datata 1850.
Per dodici lunghi anni il “cospiratore” e “rivoluzionario” condivide la dure galere borboniche di Procida, Montesarchio, Montefusco con personaggi come Luigi Settembrini, Carlo Poerio, Sigismondo Castromediano. L’arrivo di Garibaldi nel settembre del 1860 rappresenta l’ultimo atto delle aspirazioni di libertà, che portano gli uomini come Mistorni a combattere a Caserta, Agrifoglio, Capua e Volturno. Lontano da sua moglie e dai suoi nove figli per dodici anni, torna in Belvedere con gli onori di Maggiore e diverse onorificenze conferite dal nuovo re d’Italia. Prima, solo le appassionate lettere della moglie, le conversazioni con i compagni di sventura, che le famiglie provvedevano a mantenere con dignità ed onore per una decorosa sopravvivenza nelle galere. Nel bel ritratto fornito dal massimo storico della città di Belvedere, Vincenzo Nocito, si intravede quella appassionata e fervida solidarietà che intercorreva tra i carcerati, poi legati, dopo la guerra, da un carteggio ricco di dettagli e ricordi. «Questa, come altre belle storie – sostiene Michele Arnoni presidente del circolo “Re Alarico” - meriterebbero di essere sottoposte, magari con un coordinamento a livello provinciale promosso dalla giunta regionale, in quelle sedi che l’anno prossimo a livello nazionale tratteranno i diversi profili di quel controverso e sofferto processo di unificazione politica ed amministrativa del nostro Paese.
2.10.10
"ALARICO ED IL SUO TEMPO" PREMIO LETTERARIO (scadenza 30/05/2011)
Abbiamo bandito un concorso per celebrare la Prima Edizione del Premio letterario di cultura europea di Cosenza. Partendo da Alarico ed il suo tempo, ci rivolgiamo con due sezioni (narrativa e poesia), ai giovani dai 16 ai 25 anni, che volessero esprimersi con racconti o poesie.
La scadenza ed il bando integrale sono visibili cliccando sulla sezione ATTIVITA' del nostro sito.
16.9.10
Ripartire dalle scuole e dalla cittadinanza attiva.
E' impensabile guardare al futuro della nostra città partendo da condizioni ambientali scarsamente analizzate e comprese. Il degrado è generalizzato, intacca la nostra memoria storica ed è certo frutto di malgoverno e scarsa sensibilizzazione, ma anche di un generalizzato disinteresse. Ripartire dai ragazzi e dalle scuole è fondamentale, cosi' come è necessario valorizzare quelle piccole iniziative che mirano ad un recupero di ambiente e spazi storici. Non è un caso che si diffonda, in diversi Comuni italiani, la tendenza a stipulare accordi e convenzioni con privati ed associazioni per il recupero dei quartieri. Tra le iniziative da mettere in campo per rafforzare azione amministrativa e spirito civico, c'è la proposta di adozione di un regolamento per il verde pubblico urbano ed uno per l'affidamento in cura dei diversi monumenti storici e opere d'arte, sparsi nella nostra città. Le attività commerciali, le associazioni e gli enti che vorranno gestire ed adottare spazi pubblici e monumenti, con la possibilità di fruire di sponsor e spazi pubblici, dovranno trovare un'amministrazione sensibile e tesa anche a premiare i meritevoli. A partire dall'anno prossimo, con l'augurio di un vero rinnovo della politica cittadina, si dovrà lavorare per l'adozione di bandi di gara volti ad attrarre i contributi concreti di chi vuole vivere in una città pulita ed attraente. Senza il contributo attivo dei cittadini più attenti le condizioni andranno a peggiorare. Basti pensare che come consigliere di circoscrizione ho più volte proposto la pulitura dei muri di Piazza XXV luglio (ex Skandeberg), ma puntualmente giovani che non trovano di meglio da fare o che non trovano nessuno ad ammonirli imbrattano e scaricano i loro pensieri a colori sui monumenti. La nostra sembra divenire una comunità che non intende aprirsi all'esterno, dimostrare di avere una storia, un passato, una identità. E pensare che l'attuale amministrazione intende investire centinaia di migliaia di euro per la formazione, più che per l'attivismo degli addetti alla manutenzione, mentre giovani preparati, esperti di conservazione dei beni culturali, di agronomia, di ambiente non sono affatto considerati o sono costretti a farsi avanti senza criteri di merito. Dalla settimana prossima, con i soci del circolo Re Alarico promuoveremo degli incontri periodici, per affrontare questi ed altri piccoli temi, volendo concretamente portare avanti una serie di proposte per mantenere la città in cui si è scelto di vivere più decorosa e vivibile.
Michele Arnoni
- presidente circolo e consigliere di circoscrizione
Michele Arnoni
- presidente circolo e consigliere di circoscrizione
2.6.10
Cosenza sede europea del dialogo interculturale?
Il circolo culturale Re Alarico, con la collaborazione della Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, ha organizzato un primo incontro dedicato al dialogo interculturale ed alle prospettive di sviluppo per il Mezzogiorno nell'area del Mediterraneo.
Il 18 maggio, dalle 14, nella sala convegni di Palazzo Arnone, si è tenuta la prima manifestazione dedicata all'Euromediterraneo, incentrata sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale. La città di Cosenza potrebbe essere destinataria di un riconoscimento ufficiale, presso l'Unione Europea, come sede stabile di incontri periodici con i diversi Paesi del Mediterraneo, in modo che le sensibilità e le provenienze diverse, possano contribuire a un elevato livello di sviluppo condiviso e comune. Una città capoluogo che, nell’ottica della fusione dei Comuni dell’area urbana (Rende, Castrolibero), rappresenterà il centro propulsore della vita e delle attività di circa duecentomila abitanti. Queste le intenzioni alla base del progetto. “Il Mediterraneo – come fanno sapere i giovani del Circolo Re Alarico - la cui storia ci insegna che l'affermazione di identità chiuse non ha mai prevalso, può, per il Mezzogiorno e per la Calabria, consentire una concentrazione di attività e di iniziative di rilevanza europea, che devono rappresentare uno dei fattori di rilancio del territorio e di rafforzamento della consapevolezza delle radici, delle tradizioni e quindi delle potenzialità fino ad oggi inespresse”.
E' per questo che gli organizzatori dell'incontro fanno sapere di avere già programmato diverse manifestazioni incentrate su aspetti come ambiente, energia, la produzione artistica e gli scambi economici. E che ad ogni manifestazione sarà presente un ospite proveniente dai Paesi del Mediterraneo. Al primo incontro ha aderito il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, che avrebbe dovuto aprire i lavori. Per il prolungarsi delle attività alla Camera e per le difficili condizioni climatiche a Lamezia, il suo elicottero non è potuto giungere però in tempo a Cosenza.
Il soprintendente dei Beni Storici, Fabio De Chirico, il Capitano del Nucleo Carabinieri per la tutela patrimonio culturale, Raffaele Giovinazzo e il professore Unical Giuseppe Roma, Direttore del dipartimento di archeologia e storia delle arti hanno, dai diversi punti di vista, evidenziato il valore della condivisione e compartecipazione nei progetti di recupero e tutela dei beni culturali. Opere antiche e resti archeologici di inestimabile valore che, insieme a moltissimi altri fattori, testimoniano gli intrecci e la somiglianza in alcuni aspetti delle tre grandi culture che insistono nell’area del Mediterraneo. Le prospettive di collaborazione per uno sviluppo economico condiviso sono state affidate a Fortunato Amarelli, presidente dei Giovani di Confindustria della Provincia di Cosenza. Ospite d’onore il Senatore della Repubblica di Tunisia, Habib Mastouri, da anni impegnato anche in Italia sul fronte dell'integrazione e del dialogo interculturale. Il dottor Mastouri, giornalista professionista e profondo conoscitore dell’Italia, ha sottolineato la valenza della storia comune, il bisogno di reciproca conoscenza, confronto e la collaborazione sugli aspetti futuri, quali il prestigio delle pubbliche amministrazioni, che devono crescere sulla base di reciproci rapporti e scambio di competenze, le attività dei giovani, il consolidamento di un mercato interno ad un’area soggetta a continua espansione. Non sono mancati gli accenni alle difficoltà infrastrutturali, che per la Calabria devono essere presto superate (si pensi alle strade, alla burocrazia spesso perversa ed inquinata da malaffare, alla mancanza di voli diretti per i Paesi a Sud del Mediterraneo).
Ma lo spirito dell’associazione che ha dato vita all’evento, come esposto dal presidente e moderatore del dibattito, Michele Arnoni, è quello di guardare con ottimismo al futuro, soprattutto per quelle comunità dalle tradizioni solide ed importanti come la città di Cosenza.
Tutto questo fa parte del leitmotiv alla base della realtà associativa del "Re Alarico" che è quello di avvicinare alla gente le istituzioni, le personalità del mondo culturale e gli addetti ai lavori del mondo della politica nazionale ed internazionale.
Il 18 maggio, dalle 14, nella sala convegni di Palazzo Arnone, si è tenuta la prima manifestazione dedicata all'Euromediterraneo, incentrata sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale. La città di Cosenza potrebbe essere destinataria di un riconoscimento ufficiale, presso l'Unione Europea, come sede stabile di incontri periodici con i diversi Paesi del Mediterraneo, in modo che le sensibilità e le provenienze diverse, possano contribuire a un elevato livello di sviluppo condiviso e comune. Una città capoluogo che, nell’ottica della fusione dei Comuni dell’area urbana (Rende, Castrolibero), rappresenterà il centro propulsore della vita e delle attività di circa duecentomila abitanti. Queste le intenzioni alla base del progetto. “Il Mediterraneo – come fanno sapere i giovani del Circolo Re Alarico - la cui storia ci insegna che l'affermazione di identità chiuse non ha mai prevalso, può, per il Mezzogiorno e per la Calabria, consentire una concentrazione di attività e di iniziative di rilevanza europea, che devono rappresentare uno dei fattori di rilancio del territorio e di rafforzamento della consapevolezza delle radici, delle tradizioni e quindi delle potenzialità fino ad oggi inespresse”.
E' per questo che gli organizzatori dell'incontro fanno sapere di avere già programmato diverse manifestazioni incentrate su aspetti come ambiente, energia, la produzione artistica e gli scambi economici. E che ad ogni manifestazione sarà presente un ospite proveniente dai Paesi del Mediterraneo. Al primo incontro ha aderito il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, che avrebbe dovuto aprire i lavori. Per il prolungarsi delle attività alla Camera e per le difficili condizioni climatiche a Lamezia, il suo elicottero non è potuto giungere però in tempo a Cosenza.
Il soprintendente dei Beni Storici, Fabio De Chirico, il Capitano del Nucleo Carabinieri per la tutela patrimonio culturale, Raffaele Giovinazzo e il professore Unical Giuseppe Roma, Direttore del dipartimento di archeologia e storia delle arti hanno, dai diversi punti di vista, evidenziato il valore della condivisione e compartecipazione nei progetti di recupero e tutela dei beni culturali. Opere antiche e resti archeologici di inestimabile valore che, insieme a moltissimi altri fattori, testimoniano gli intrecci e la somiglianza in alcuni aspetti delle tre grandi culture che insistono nell’area del Mediterraneo. Le prospettive di collaborazione per uno sviluppo economico condiviso sono state affidate a Fortunato Amarelli, presidente dei Giovani di Confindustria della Provincia di Cosenza. Ospite d’onore il Senatore della Repubblica di Tunisia, Habib Mastouri, da anni impegnato anche in Italia sul fronte dell'integrazione e del dialogo interculturale. Il dottor Mastouri, giornalista professionista e profondo conoscitore dell’Italia, ha sottolineato la valenza della storia comune, il bisogno di reciproca conoscenza, confronto e la collaborazione sugli aspetti futuri, quali il prestigio delle pubbliche amministrazioni, che devono crescere sulla base di reciproci rapporti e scambio di competenze, le attività dei giovani, il consolidamento di un mercato interno ad un’area soggetta a continua espansione. Non sono mancati gli accenni alle difficoltà infrastrutturali, che per la Calabria devono essere presto superate (si pensi alle strade, alla burocrazia spesso perversa ed inquinata da malaffare, alla mancanza di voli diretti per i Paesi a Sud del Mediterraneo).
Ma lo spirito dell’associazione che ha dato vita all’evento, come esposto dal presidente e moderatore del dibattito, Michele Arnoni, è quello di guardare con ottimismo al futuro, soprattutto per quelle comunità dalle tradizioni solide ed importanti come la città di Cosenza.
Tutto questo fa parte del leitmotiv alla base della realtà associativa del "Re Alarico" che è quello di avvicinare alla gente le istituzioni, le personalità del mondo culturale e gli addetti ai lavori del mondo della politica nazionale ed internazionale.
23.4.10
CONCERTO DI PRIMAVERA PER COSENZA: 26/03/2010
Con la collborazione della Biblioteca Nazionale di Cosenza (MIBAC), nella sala Giacomantonio della struttura alle spalle del Duomo, abbiamo ospitato il maestro Daniela Roma ( giovane pianista e concertista più volte premiata in tutta Europa) ed il flautista Ivan Nardelli. Un concerto augurale, che esprime e rinnova il nostro interesse per le arti e per la cultura, fondamentali per una migliore ripresa della nostra città. Nella scaletta dei brani previsti, erano compresi anche alcuni pezzi di Alfonso Rendano, il noto compositore di Carolei, i cui brani per pianoforte, in anterpima mondiale, proprio Daniela Roma ha inciso.
18.3.10
PRIMO INCONTRO SUL RUOLO DELLA DONNA - 12 MARZO 2010
"IL LUNGO CAMMINO DELLA DONNA, DALL'ASSEMBLEA COSTITUENTE AD OGGI"
Incontro con Maria Teresa Antonia Morelli, autrice del volume
"Le donne della Costituente, edizioni Laterza 2007, Collana Fondazione della Camera dei deputati “Voci dal Parlamento”.
Il volume, dal quale siamo partiti per discutere di impegno femminile nella società e nella politica, è stato realizzato nell’ambito delle celebrazioni che la Fondazione della Camera dei deputati ha promosso per il 60° anniversario dell’Assemblea costituente. Contiene i testi degli interventi pronunciati dalle 21 donne elette nel 1946 alla Costituente, preceduti da una mia introduzione, approfondite biografie di ciascuna delle 21 e una ricca bibliografia non soltanto sull’Assemblea costituente, ma anche sulla Consulta nazionale, sul voto alle donne, sui movimenti femminili, sulla partecipazione politica delle donne e una serie di filmati dell’Istituto Luce degli anni 1945-‘47. Contiene, inoltre, una bibliografia inedita delle opere scritte dalle 21 costituenti e la letteratura critica su di loro. Il volume è corredato da un DVD che riporta i testi integrali degli interventi, riporta immagini, filmati e testimonianze di alcune protagoniste tra cui una lunga intervista a Nilde Iotti, membro della Costituente e Presidente della Camera dei deputati.
Il dibattito, che ha goduto di una notevole partecipazione, si è svolto nella Casa delle culture di Cosenza ed è stato arricchito dalla presenza di Maddalena Arnoni - presidente del CIF di Cosenza, Raffaella Aceti - primario chirurgo dell'Ospedale Civile di Cosenza e Beatrice Perrotta - giornalista pubblicista e presidente dell'associazione femminile "San Sisto dei Valdesi". Dopo l'introduzione di Emma Staine e Roberta D'Angelo, dirigenti del circolo, si sono succeduti gli interventi degli ospiti, moderati da Michele Arnoni, presidente del circolo.il direttivo del circolo con l'autrice
Incontro con Maria Teresa Antonia Morelli, autrice del volume
"Le donne della Costituente, edizioni Laterza 2007, Collana Fondazione della Camera dei deputati “Voci dal Parlamento”.
Il volume, dal quale siamo partiti per discutere di impegno femminile nella società e nella politica, è stato realizzato nell’ambito delle celebrazioni che la Fondazione della Camera dei deputati ha promosso per il 60° anniversario dell’Assemblea costituente. Contiene i testi degli interventi pronunciati dalle 21 donne elette nel 1946 alla Costituente, preceduti da una mia introduzione, approfondite biografie di ciascuna delle 21 e una ricca bibliografia non soltanto sull’Assemblea costituente, ma anche sulla Consulta nazionale, sul voto alle donne, sui movimenti femminili, sulla partecipazione politica delle donne e una serie di filmati dell’Istituto Luce degli anni 1945-‘47. Contiene, inoltre, una bibliografia inedita delle opere scritte dalle 21 costituenti e la letteratura critica su di loro. Il volume è corredato da un DVD che riporta i testi integrali degli interventi, riporta immagini, filmati e testimonianze di alcune protagoniste tra cui una lunga intervista a Nilde Iotti, membro della Costituente e Presidente della Camera dei deputati.
Il dibattito, che ha goduto di una notevole partecipazione, si è svolto nella Casa delle culture di Cosenza ed è stato arricchito dalla presenza di Maddalena Arnoni - presidente del CIF di Cosenza, Raffaella Aceti - primario chirurgo dell'Ospedale Civile di Cosenza e Beatrice Perrotta - giornalista pubblicista e presidente dell'associazione femminile "San Sisto dei Valdesi". Dopo l'introduzione di Emma Staine e Roberta D'Angelo, dirigenti del circolo, si sono succeduti gli interventi degli ospiti, moderati da Michele Arnoni, presidente del circolo.il direttivo del circolo con l'autrice
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