2.6.10

Cosenza sede europea del dialogo interculturale?

Il circolo culturale Re Alarico, con la collaborazione della Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, ha organizzato un primo incontro dedicato al dialogo interculturale ed alle prospettive di sviluppo per il Mezzogiorno nell'area del Mediterraneo.
Il 18 maggio, dalle 14, nella sala convegni di Palazzo Arnone, si è tenuta la prima manifestazione dedicata all'Euromediterraneo, incentrata sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale. La città di Cosenza potrebbe essere destinataria di un riconoscimento ufficiale, presso l'Unione Europea, come sede stabile di incontri periodici con i diversi Paesi del Mediterraneo, in modo che le sensibilità e le provenienze diverse, possano contribuire a un elevato livello di sviluppo condiviso e comune. Una città capoluogo che, nell’ottica della fusione dei Comuni dell’area urbana (Rende, Castrolibero), rappresenterà il centro propulsore della vita e delle attività di circa duecentomila abitanti. Queste le intenzioni alla base del progetto. “Il Mediterraneo – come fanno sapere i giovani del Circolo Re Alarico - la cui storia ci insegna che l'affermazione di identità chiuse non ha mai prevalso, può, per il Mezzogiorno e per la Calabria, consentire una concentrazione di attività e di iniziative di rilevanza europea, che devono rappresentare uno dei fattori di rilancio del territorio e di rafforzamento della consapevolezza delle radici, delle tradizioni e quindi delle potenzialità fino ad oggi inespresse”.
E' per questo che gli organizzatori dell'incontro fanno sapere di avere già programmato diverse manifestazioni incentrate su aspetti come ambiente, energia, la produzione artistica e gli scambi economici. E che ad ogni manifestazione sarà presente un ospite proveniente dai Paesi del Mediterraneo. Al primo incontro ha aderito il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, che avrebbe dovuto aprire i lavori. Per il prolungarsi delle attività alla Camera e per le difficili condizioni climatiche a Lamezia, il suo elicottero non è potuto giungere però in tempo a Cosenza.
Il soprintendente dei Beni Storici, Fabio De Chirico, il Capitano del Nucleo Carabinieri per la tutela patrimonio culturale, Raffaele Giovinazzo e il professore Unical Giuseppe Roma, Direttore del dipartimento di archeologia e storia delle arti hanno, dai diversi punti di vista, evidenziato il valore della condivisione e compartecipazione nei progetti di recupero e tutela dei beni culturali. Opere antiche e resti archeologici di inestimabile valore che, insieme a moltissimi altri fattori, testimoniano gli intrecci e la somiglianza in alcuni aspetti delle tre grandi culture che insistono nell’area del Mediterraneo. Le prospettive di collaborazione per uno sviluppo economico condiviso sono state affidate a Fortunato Amarelli, presidente dei Giovani di Confindustria della Provincia di Cosenza. Ospite d’onore il Senatore della Repubblica di Tunisia, Habib Mastouri, da anni impegnato anche in Italia sul fronte dell'integrazione e del dialogo interculturale. Il dottor Mastouri, giornalista professionista e profondo conoscitore dell’Italia, ha sottolineato la valenza della storia comune, il bisogno di reciproca conoscenza, confronto e la collaborazione sugli aspetti futuri, quali il prestigio delle pubbliche amministrazioni, che devono crescere sulla base di reciproci rapporti e scambio di competenze, le attività dei giovani, il consolidamento di un mercato interno ad un’area soggetta a continua espansione. Non sono mancati gli accenni alle difficoltà infrastrutturali, che per la Calabria devono essere presto superate (si pensi alle strade, alla burocrazia spesso perversa ed inquinata da malaffare, alla mancanza di voli diretti per i Paesi a Sud del Mediterraneo).
Ma lo spirito dell’associazione che ha dato vita all’evento, come esposto dal presidente e moderatore del dibattito, Michele Arnoni, è quello di guardare con ottimismo al futuro, soprattutto per quelle comunità dalle tradizioni solide ed importanti come la città di Cosenza.
Tutto questo fa parte del leitmotiv alla base della realtà associativa del "Re Alarico" che è quello di avvicinare alla gente le istituzioni, le personalità del mondo culturale e gli addetti ai lavori del mondo della politica nazionale ed internazionale.