22.5.12

UN ALTRO TASSELLO BENE INSERITO

Voglia di progettare e creare rete culturale dal basso, con realtà italiane ed europee, all'insegna della storia e della condivisione del patrimonio culturale: questi gli obiettivi della manifestazione organizzata venerdi' 18 e sabato 19 maggio, con la collaborazione della Fondazione Federico II di Jesi. 
La prima grande soddisfazione, come cittadini e operatori volontari nella diffusione della cultura, è stata quella di ospitare i membri della Fondazione di Jesi, realtà culturale da circa 30 anni impegnata con grande sapienza e competenza.                 
Con la partecipazione di altre associazioni locali, abbiamo dunque promosso due momenti di approfondimento sulla figura e le vicende legate a Enrico VII di Hoenstaufen, il ribelle figlio dell'Imperatore Federico II, che trovo' sepoltura il 1242, per volere del padre, nella Cattedrale di Cosenza. Un rapporto difficile, tra un padre sovrano assoluto e un figlio spesso lontano dagli affetti, circondato da consiglieri infedeli e condannato a vagare per le fortezze del Sud da traditore prigioniero. 
Su questo tema, si svolgerà una iniziativa similare nella stessa Jesi, il prossimo mese di settembre.
Gli incontri,  tenutisi alla Casa delle culture e poi al Duomo, si sono aperti con i saluti dell'On. Gianpaolo Chiappetta in rappresentanza del Consiglio regionale della Calabria; sono seguiti i saluti del dott. Fabio Costantini, ex prefetto e oggi presidente della Fondazione di Jesi.
Hanno alimentato il ricco dibattito - moderato da Michele Arnoni -  Franca Tacconi, direttrice del centro studi della stessa Fondazione, il Capitano Raffaele Giovinazzo, Comandante del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, la dottoressa Francesca Cannataro, giornalista ed esperta di storia e patrimonio culturale del capoluogo bruzio.
Le conclusioni, stimolate da alcune questioni ancora insolute dagli storici (sulla ribellione al padre e sulla morte di Enrico, nonchè sul perchè della sepoltura a Cosenza) sono state affidate al professor Pietro De Leo,studioso e professore di storia medioevale Unical, oggi presidente dell'Istituto internazionale di epistemologia "La Magna Grecia.
Una partecipazione qualificata e un pubblico coinvolto, con la presenza dei Colonnelli Marcello Tudda e Antonio Quintieri, rispettivamente comandante del Distaccamento dell'Aeronautica di Montescuro e Comandante della Base Logistica dell'Esercito a Camigliatello Silano.
 La visita all'interno del Duomo, svoltasi il sabato mattina, è stata incentrata su una conversazione con Gianfranco Labrosciano, critico d'arte, con gli storici Vincenzo Napolillo e Alessandra Primicerio, con il professore Leopoldo Conforti e con il direttore del centro studi Convivio Alessandro Guarascio. L'evento, alla cui realizzazione e promozione ha partecipato la Credendo Vides International di Atanasio Bisignano editore, è riuscito nell'intento di ricreare interesse e curiosità su un pezzo di storia che coinvolge intensamente la città dei Bruzi e la lega ai percorsi fredericiani. Non da ultima, la necessità di rendere a questo sfortunato re tedesco una degna sepoltura, che ancora, dopo molti anni, non ha avuto luogo. Se il nostro Duomo da poco ha ottenuto un riconoscimento  quale simbolo di cultura e di pace, non sarà difficile, per le amministrazioni interessate, ricollocare degnamente i resti del povero Enrico, magari aggiungendo una piccola targa esplicativa ad uso dei turisti e delle future generazioni. 
"Nelle intenzioni del nostro circolo, fatto di volontari amanti della città - dice Michele Arnoni - c'è la voglia di alimentare curiosità e interesse dentro e fuori Cosenza, per il nostro patrimonio storico-artistico. C'è voglia di cultura, in modo libero, consapevole e scevro da interessi poco edificanti. Al di fuori dei simbolismi e delle idolatrie spesso ricorrenti, i nomi e le vicende del passato contano certo per quello che hanno rappresentato nella storia umana, ma soprattutto per la possibilità, concreta e attuale, di alimentare turismo, sviluppo, economia all'insegna dei valori sani del territorio. Tornando a Enrico VII, da cattolico, ritengo sia anche utile anche ricondurre la sua storia alla pietà e alla misericordia divina. Sono peraltro onorato che dagli amici della Fondazione di Jesi mi è stato chiesto di proseguire con entusiasmo e determinazione per stimolare tutti gli appassionati a rendere ancora piu' viva la presenza di Cosenza e la Calabria nei percorsi culturali di respiro europeo. Aggiungo che lo stesso nome dato 4 anni orsono al circolo (Re Alarico), conta per quello che il re dei Goti ha rappresentato nel corso di un'epoca di sconvolgimenti e incontri di diverse etnìe e culture. Dobbiamo lavorare anche sulle leggende che gravitano nelle maglie della storia locale, infatti siamo stati noi a rilanciare l'interesse su Alarico e gli intrecci europei della sua misteriosa sepoltura intorno la citta di Cosenza. Tutti gli accadimenti storici possono avere letture e significati particolari: basti pensare che Sant'Agostino, nel suo magnifico "De Civitate Dei", parla del Sacco di Roma ad opera del re goto come segno della punizione che Dio infliggeva alla capitale del paganesimo...".
A breve provvederemo a pubblicare alcune delle relazioni del convegno.


9.5.12

Enrico VII: il primogenito di Federico che ci lega ancora all'Europa


Venerdi' 18 e sabato 19 maggio, con la prestigiosa collaborazione della Fondazione Federico II di Jesi, promuoveremo due momenti di approfondimento sulla figura e le vicende legate a Enrico VII di Hoenstaufen, figlio dell'Imperatore Federico II.
 Il re di Germania, che trovo' sepoltura per volere del padre nel Duomo di Cosenza, visse all'ombra di un momento delicatissimo per la storia europea, tra conflitti politici e familiari con lo stesso Federico. In occasione della Festa dell'Europa del 9 maggio, rafforziamo l'adesione culturale e morale al progetto già pensato e voluto molti secoli addietro. 
 Gli incontri, a partire dalle ore 17 del venerdi' presso la sala Gullo della Casa delle Culture di Cosenza, proseguono il percorso intrapreso con la manifestazione su Federico II del 30 settembre scorso, con la finalità di vivacizzare il dibattito storico-culturale in città su un periodo importante per la storia europea, caratterizzato da forti legami tra Cosenza e altre realtà territoriali. 
 Sono previsti i saluti dell'On. Gianpaolo Chiappetta, in rappresentanza del Consiglio regionale della Calabria e del dott. Fabio Costantini, presidente della Fondazione di Jesi, da molti anni impegnata come laboratorio di ricerca storica e promotrice di eventi, pubblicazioni e attività culturali in Italia e in Europa. Come ospiti relatori saranno presenti, il pomeriggio del venerdi' 18, Franca Tacconi, direttrice del centro studi della Fondazione di Jesi,il Capitano Raffaele Giovinazzo, comandante del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, l'architetto e docente Unical Fulvio Terzi e la dottoressa Francesca Cannataro, giornalista ed esperta di storia e patrimonio culturale del capoluogo bruzio. Le conclusioni del primo incontro saranno affidate al professor Pietro De Leo, presidente dell'istituto internazionale di epistemologia "La Magna Grecia, che nel 1998 ha affiancato l'èquipe di paleopatologi dell’Università di Pisa, guidata dal Prof. Gino Fornaciari, nell'esplorazione della tomba di Enrico VII. Il sabato 19, dalle ore 10, si terrà una conversazione con Gianfranco Labrosciano, critico d'arte, e con lo scrittore e storico Coriolano Martirano, autore del libro "lo sciancato", proprio dedicato alla figura di Enrico VII. Saranno presenti le docenti Donatella Bisignano e Mariarosaria Salerno membri della neonata associazione culturale che ha collaborato alla realizzazione e promozione dell'incontro - la Credendo Vides International.
 Interverrano inoltre la storica dell'arte Alessandra Primicerio , il professor Vincenzo Napolillo, autore di ricerche e di volumi storici sulla città di Cosenza e il professor Alessandro Guarascio, direttore del centro studi Convivio di Cosenza. L'evento è frutto del volontariato dei soci del circolo re Alarico, costituito nel 2008 per la promozione della storia locale e del territorio, la cui attività, all'insegna della libera collaborazione con studiosi, enti morali e istituzioni, è mirata, tra l'altro, alla creazione di legami culturali con altre realtà, italiane e straniere.
SI RINGRAZIANO IL PARROCO DEL DUOMO E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI COSENZA PER LA CONCESSIONE DELLE SALE CHE OSPITERANNO IL CONVEGNO